Libretto Escursioni 2022

Le potenzialità turistico-ricettive del territorio regionale sono oggi sfruttate in una minima parte. Si riscontra una distribuzione piuttosto puntuale delle infrastrutture e dei servizi, posti in prossimità della costa e di alcune località montane2022 2 (principalmente sviluppate per la loro vocazione turistica).

Purtroppo la gran parte del territorio ha subito e sta continuando a subire un lento e costante spopolamento che ha portato all’abbandono del territorio, soprattutto quello montano. Esso costituisce un problema, essendo causa di numerosi impatti sociali, ambientali ed economici, tra cui perdita di paesaggi culturali e di varietà di habitat, diminuzione di bio ed eco-diversità, omogeneizzazione e chiusura dei quadri paesaggistici, spreco di risorse economiche e naturali, perdita di terreni produttivi, diminuzione di servizi ambientali e aumento del rischio di dissesti e altri disastri naturali quali inondazioni, frane, smottamenti ed incendi.

La qualità della vita su un territorio dipende non solo dalla presenza di servizi e di opportunità lavorative per chi ci abita, o di occasioni di svago e riposo per chi viene ospitato, ma anche da qualcosa di meno tangibile, ma estremamente importante, e cioè dalla qualità dell’ambiente; gli elementi naturali presenti sul territorio, come rocce, acque e vegetazione, e le testimonianze, storiche o attuali, della presenza dell’uomo, possono dare infinite combinazioni e da tale intreccio ed equilibrio dipende l’attrattività che il territorio presenta.

Il Parco dell’Aspromonte è un’area protetta di elevato valore naturalistico, tanto da essere stato identificato sito di Natura 2000 dalla Commissione Europea ed Area prioritaria per la biodiversità nonché elemento di primo livello della Rete Ecologica Nazionale dalla Regione Calabria. Infatti il Comitato del patrimonio mondiale Unesco ha incluso alcuni ecosistemi forestali presenti in Calabria tra cui la faggeta vetusta di Valle Infernale presente in Aspromonte.

Essa rappresenta il sito più a sud della rete europea delle faggete vetuste in cui si nota l’adattamento della specie al processo di riscaldamento legato ai cambiamenti climatici. Insomma veri e propri laboratori naturali che riservano ancora molte sorprese per il futuro. Il territorio dell’Aspromonte è caratterizzato da meravigliosi ambienti naturali e numerosi varietà di habitat in cui si sono adattate numerose specie vegetali, come i vecchi castagneti come esemplari di piante monumentali.

Sono questi veri e propri “Patriarchi vegetali” che hanno sfidato le insidie del tempo, testimoni della nostra storia, contenitori di tradizioni e culture popolari, protagonisti di fiabe, miti e leggende. Alberi antichissimi, magici e incantati, che hanno assistito e resistito a guerre, incendi, terremoti, devastazioni, malattie, variazioni climatiche e quant’altro, spesso ancora capaci di produrre frutti.

2022 4Oggi la nostra montagna e i boschi sono veramente in uno stato disastroso, si ha la sensazione precisa che la montagna sia diventata un luogo di divieti dove risulta difficile fare alcunché per la sua salvaguardia, senza incorrere in una burocrazia assurda e in sanzioni esose dove sono in vigore vincoli paesaggistici, ambientali e idrogeologici fatti a tavolino e senza alcun rapporto con lo stato reale dei luoghi.

Spariscono i frutti del sottobosco, i castagneti, ormai inselvatichiti, non producono quasi più niente, gli smottamenti e le frane sono indice di una forte sofferenza dei suoli, branchi di cinghiali scavano buche e smuovono il terreno che verrà poi dilavato dalle piogge. Negli ultimi anni la dimensione dei danni, provocati da eventi naturali come gli incendi è in continua e costante crescita.

La protezione contro i pericoli naturali rappresenta un compito comune e si realizza con il concorso di tutti: compito della Regione e delle altre Amministrazioni è quello di analizzare i pericoli e ridurne gli effetti; compito delle Comunità Locali e dei singoli individui è, responsabilmente e nei propri limiti, quello di evitare o contenere i danni. La prevenzione nell’ambito dei pericoli naturali si realizza in primo luogo attraverso un uso adeguato del territorio con l’obiettivo di evitare i pericoli.

Dove non è possibile evitare il rischio, si agisce con interventi di protezione di carattere tecnico o biologico che devono neutralizzare il processo naturale, fonte del pericolo, o ridurne l’intensità. Nel processo di recupero e valorizzazione della montagna e dei borghi sono indispensabili la tutela dei boschi e delle foreste, la difesa del suolo, la manutenzione, utilizzando al meglio gli strumenti e aggiornando le normative. Così come è necessaria una politica condivisa per combattere e superare le complicazioni burocratiche, per reperire i finanziamenti, per valorizzare in maniera sostenibile ogni risorsa, anche in chiave commerciale, per rilanciare l’economia locale.

Dott. Antonio Morabito

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