I luoghi della memoria - Le storie, le persone, i sentieri

Quando arrivarono i coloni greci nella Calabria attuale, trovarono una situazione, dal punto di vista della conformazione del territorio, completamente diversa da quella attuale, in quanto i paesaggi erano completamente naturali e solo poche aree erano state antropizzate per uso agricolo o per allevamento, in quanto la popolazione era scarsa. Sugli antichi insediamenti del neolitico, in aree collinari, si erano sovrapposti quelli del periodo protostorico, come appare chiaramente con gli insediamenti dei Siculi nei comuni di Gerace, Portigliola e Locri. I nuovi arrivati, sia i calcidesi di Reggio che gli achei di Locri Epizephiri, si sistemarono sulle coste e gradualmente creavano delle attività nell'entroterra collinare, con impianti di tipo agricolo e sulle montagne con lo sfruttamento delle essenze forestali.

 

L'elemento dominante era il manto forestale, mentre l'altro non meno importante era costituito dall'acqua, incredibilmente abbondante, in quanto i fiumi e il mare erano intimamente connessi, più di quanto non lo siano adesso. Infatti il mare s'incuneava per parecchi chilometri nell'entroterra, attraverso le direttrici che adesso sono occupate dai letti dei torrenti; in altri termini, la Calabria antica, era ricca di fiordi, per cui la navigazione con imbarcazioni di piccola stazza,si praticava per chilometri dalla linea della costa. A partire dal posto in cui era impossibile navigare oltre,si procedeva a piedi trasportando le merci a dorso di mulo verso le località del Tirreno, ricercando i passi più agevoli, che erano appunto chiamati Passi Istmici, in quanto da essi il territorio verso l'altro mare e viceversa era più stretto, costituendo dei veri istmi. Tali passi erano utilizzati nei periodi meno favorevoli alla navigazione sul mare, ricordandoci, che i naviganti dell'antichità, erano terrorizzati, dalle correnti dello stretto di Messina. I fiordi in Calabria sopravvissero fino a tempi recenti e di essi ci dà testimonianza Edrisi, storico arabo del XII sec., che visse anche a Palermo alla corte del re Ruggero il Normanno, quando parlando del fiume di Gerace e di Bruzzano, fra gli altri, li indica come navigabili nella sua opera “ Il libro di re Ruggero “. Presso l'archivio del comune di Condofuri, esisteva fino a pochi anni addietro un documento che attestava l'attacco di pirati turchi, nel XVI sec., portato avanti contro navi spagnole ancorate sotto il castello di Amendolea, mentre i più vecchi a Roghudi, si tramandavano di padre in figlio, la notizia che a Roghudi si arrivava in barca o quasi, in quanto la fiumara era navigabile oltre Amendolea, dove c'era una piccola cascata. Di recente, il prof. Giuseppe Cordiano dell'Università di Siena, ha scoperto dei documenti, dove si parla dell'arrivo di navi di pirati turchi nei pressi del Castello di Bruzzano Vetere o Rocca degli Armeni, mentre continuando afferma che il Pantano Piccolo a Brancaleone, era occupato dal mare fino a Razzà, termine arabo che significherebbe approdo o porto. Di conseguenza i passi, che fino a meno di un secolo addietro erano utilizzati per attraversare le montagne dallo Jonio al Tirreno, erano in corrispondenza delle fiumare o almeno dal punto in cui si fermava la navigazione su di esse, da cui ci si dirigeva verso i valichi. Infatti prendendo ad esempio il posto di sosta delle imbarcazioni sull'Amendolea, ci si dirigeva a sinistra, alla ricerca di un valico in direzione di Reggio, mentre a destra attraverso Pedimpisu ci si dirigeva verso la Piana e verso Delianova, attraverso i campi della Melìa. Alla fine della navigazione sul Gerace e sul Novito, ci si dirigeva verso il passo del Mercante, che conduceva nella Piana e sul Tirreno. In altri termini dall'arrivo dei coloni greci ad oggi, i passi attuali sono stati le porte verso i due mari:lo Ionio ed il Tirreno.

Prof.Orlando Sculli

 

Nel corso del tempo

  • 1996
  • 1997
  • 1998
  • 1999
  • 2000
  • 2001
  • 2002
  • 2003
  • 2004
  • 2005
  • 2006
  • 2007
  • 2008
  • 2009
  • 2010
  • 2011
  • 2012
  • 2013
  • 2014
  • 2015
  • 2016
  • 2017
  • 2018
  • 2019
  • sld_1
  • sld_2
  • sld_3
  • sld_4
  • sld_5
  • sld_6
  • sld_7
  • sld_8
  • sld_9
  • sld_10

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy

Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.