I luoghi della memoria - Le storie, le persone, i sentieri

Con questo programma, camminando, si va alla scoperta di alcuni di quei percorsi, che hanno preso la denominazione propria dai commerci che vi si svolgevano un tempo; un'antica rete di sentieri percorsa da mercanti, pastori, contadini, che abbracciava l'intera provincia, dai centri costieri ai paesi dell'entroterra, senza mai toccare il mare, sospesa sulla sua cornice superiore: quella dei monti. Per verificare attraverso quali vie le popolazioni e gli individui s'incontravano e per vivere più consapevolmente e intensamente il nostro ambiente aspromontano, è necessario conoscere a fondo il territorio, anche attraverso l'elemento più ovvio, le vie di comunicazione, ossia la fitta rete di strade, sentieri, mulattiere che lo hanno segnato nel passato, permettendo il nascere e il sorgere di incontri, e, talvolta, anche di scontri, che furono alla base della nostra civiltà. E' importate distinguere i passaggi nati per soddisfare bisogni occasionali o, comunque, saltuari che diedero vita a piste o sentieri di importanza temporanea e solo locale, da quelli che hanno, nel corso degli anni, assunto una notevole rilevanza storica o che sono nati per precise esigenza di difesa da invasioni o di particolari traffici commerciali, o ancora dalle strade che sorsero su di un evidente progetto viario. Si partiva con una "popolazione in movimento”, che, individuato un luogo di insediamento che corrispondesse a talune esigenze, vi si insediava.  

Da lì poi gli elementi della comunità cominciavano a dirigersi verso una serie di luoghi che esercitassero un potere di attrazione per le loro caratteristiche, come l'esposizione riparata, la presenza di sorgenti, di luoghi di culto, di punti di avvistamento o di difesa e attraverso la circolazione in tali ambiti, si generarono dei camminamenti che con il tempo divennero sentieri e poi strade. In questa ottica subito si distinguono le direttrici primarie del nostro territorio, le cui linee di tendenza si sviluppano prevalentemente sull'asse est-ovest, a riprova che l'Aspromonte non ha mai costituito una barriera insormontabile, anzi, attraverso i suoi valichi ha offerto la possibilità di oltrepassare lo spartiacque. La direzionalità costante, però, si concretizza in numerosissimi itinerari paralleli, affiancati, anche a poca distanza uno dall'altro, utilizzati in alternanza a seconda delle situazioni e del trascorrere del tempo. Ci si può chiedere, allora, perché certi percorsi siano stati abbandonati per lungo tempo e poi riutilizzati, oppure perché altri sentieri, prima trascurati, siano in seguito divenuti vie di primaria importanza. Dai passi d'alta quota alle colline, mercanti e artigiani percorrevano le antiche vie di comunicazione che collegavano province e territori diversi, viaggiando a piedi, a dorso di mulo, a cavallo, tra mille difficoltà, su mulattiere immerse nella penombra dei boschi o su tracciati rudimentali nelle pianure scoperte, talvolta seguendo gli antichi percorsi dei pellegrini e degli eserciti. Questi percorsi, hanno una valenza di grande rilievo perché, da un lato, riattivano vecchie vie, sentieri, valichi, mettendo in evidenza fabbricati rurali, manufatti storicamente legati all'agricoltura, al commercio, alle relazioni sociali e dall'altro potrebbero dare delle idee per la creazione di nuove economie, con risvolti occupazionali, con la valorizzazione dei territori più integri e meglio conservati. Lo scopo di questo programma sintetico di lavoro è di ricordare come le strade, che sono il segno concreto della comunicazione materiale e spirituale, fin dai tempi più lontani abbiano svolto una funzione fondamentale nello sviluppo della nostra storia. Esse infatti, sono l'elemento artificiale, nato con l'uomo, che innestandosi sull'elemento naturale, hanno creato un nuovo paesaggio che, di volta in volta modificato, a sua volta incideva sui modi di essere delle popolazioni, portando al cambiamento di abitudini e di mentalità.

Totò Pellegrino

 

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