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La strada di Precacore

Piacevole escursione in linea alla scoperta dei bei paesaggi che circondano Samo, dove numerosi scorci panoramici sulle Gole della Verde si alternano armoniosamente a boschi, prati ed aree coltivate. La ricchezza d’acqua, che da tempo viene sfruttata dagli abitanti della valle per usi agricoli e domestici, è testimoniata da numerose e belle fontane visibili lungo il cammino. Alla diversità di panorami e luoghi si associa la ricchezza di storia, con il piccolo borgo di Precacore custode di resti di arte greco-bizantina e recentemente restaurato.

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19 Gennaio 2020

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2020

"SENTIERI SULLE TRACCE DEL TEMPO"

 La strada di Precacore

ITINERARIO NATURALISTICO - STORICO - PANORAMICO - IN LINEA

RADUNO: ore 9.30 entrata Samo- si prosegue in macchina per qualche km per raggiungere la fontana Calamaci, dove parte il sentiero.

Note: Si tratta di un’escursione in linea che prevede, una volta giunti al monumento posto all’ingresso di Samo, il doversi organizzare nelle macchine per raggiungere agevolmente, una volta attraversato il Paese e procedendo lungo la strada asfaltata in direzione Pineta/ fontana di Calamacia, punto di partenza dell’escursione.

PARTENZA ESCURSIONE: ore 10.00

DIFFICOLTA': E - Escursionistico -  TEMPO: Ore 4.30

DISLIVELLO: 607 mt s.l.m. - 300  mt s.l.m.

COMUNI INTERESSATI: Samo

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina è riservata esclusivamente ai soci e deve essere effettuata entro le ore 24 del venerdì antecedente. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione (ospiti) non possono partecipare alle escursioni di tipologia E.E. (Escursionisti esperti). Per tutte le altre tipologia di escursioni si deve esibire la dichiarazione liberatoria. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Direttivo oppure inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 

an bookCOSA BISOGNA SAPERE

Precacore, posto in cima ad un cocuzzolo di roccia, conserva non pochi elementi di incanto e di significato poetico nelle architetture dei suoi ruderi denominati anche Castello di Pitagora. L’antico Borgo ha una posizione altamente panoramica sull’enorme letto ghiaioso della Fiumara La Verde e sui paesi circostanti e, tra le sue case ormai dirute, spiccano in bella mostra la Chiesa di San Giovanni Battista e quella di S. Sebastiano che presenta ancora visibili affreschi del quattrocento.

Le origini di Samo risalgono al 492 aC. quando i Samii, fuggiti da Samos di Grecia in quanto scacciati dal re persiano Dario durante la prima Guerra Persiana, in un primo tempo si rifugiarono a Zancle, l’attuale Messina poi, ostacolati dal tiranno di Reggio Anassilao, lasciarono la Sicilia e si stabilirono nella valle della Fiumara La Verde, fondando una città che, per la sua posizione strategica, fu crocevia di notevole importanza. Successivamente, nel X sec. i Samii, per sfuggire alle numerose incursioni saracene e scorrerie piratesche, si spostarono dove il Monte Palecastro poté offrire loro sicuro rifugio.

L’antico abitato fu poi più volte oggetto dell’azione demolitrice di diversi terremoti ( 1349; 1536; 1638; 1783; ), il più terribile dei quali fu quello del 1638 che lasciò intatta solo una casa. La leggenda vuole che da questa dimora, una donna, sopravvissuta alla morte dei suoi cari e del suo luogo natio, vedendo la distruzione che la Natura aveva provocato, levò un urlo : “Mi Crepa il Cuore”. Tale urlo nessuno mai volle scordare, e “Crepacore” fu il nuovo nome di Samo, poi mutato in “Precacore”, nome con il quale Samo fu conosciuto fino al 1911. Sull’antico abitato l’insaziabile Natura inflisse il colpo più duro il 28 dicembre del 1908, determinando lo spostamento della popolazione dalle antiche mura al sito dove sorge attualmente Samo, all’ombra del restante Precacore.

Visitato Precacore, si scende lungo la Via Crucis fino a giungere alla sorgente della Rocca dove si effettuerà la sosta per il “frugale” pranzo per poi ritornare, attraverso il ponte Santa Caterina, all’abitato di Samo.


 escursionista sDESCRIZIONE SENTIERO

Itinerario abbastanza agevole, altamente appagante e remunerativo per i magnifici panorami da osservare e per le indelebili orme della nostra storia da calcare (visita a Precacore); è incentrato sull’indissolubile connubio tra geologia-natura ed attività antropiche che permea profondamente tutta quest’area, tanto da esercitare un forte fascino anche sull’escursionista più disattento.

Una volta radunati alla fontana Calamacia, si procede sulla sterrata che sale dolcemente tra cisti ed eriche arboree, intercettando qualche piccolo ruscello contornato da oleandri. Si cammina agevolmente sulla carrabile (siamo in località Chiusette), con la vista a dx di Monte Iofri ed a sn. ampie vedute sul fondovalle, con strette anse sinuose di ruscelli che si fanno largo a fatica in una fitta macchia mediterranea.

Si procede poi, a tratti in discesa a tratti in piano, fino a giungere in località Mancusa, dove vi è l’innesto con il vecchio sentiero che da Delianuova scende a Samo; si continua in discesa lungo la sterrata limitata a dx. da una fitta macchia mediterranea fino a giungere, dopo circa 40 minuti di cammino, ad un incrocio dove, si lascia la sterrata e ci si immette sul sentiero che scende a sn. verso località Castanito. Il sentiero procede facile, in leggera discesa, tra bassi cisti, perastri e radi farnetti, con ampie vedute a sn. sul Vallone Grande. Si continua poi, sempre in discesa, tra appezzamenti ad ulivo, ora in stato di abbandono, con affascinanti vedute sulle gole della La Verde.

Giunti ad un incrocio con un sentiero che scende a sn. verso Vallone Grande, si continua agevolmente lungo il sentiero principale, in direzione di C.da Viola. Dopo circa 1 ora di cammino, si arriva ad un incrocio dove, seguendo la pista che sale dolcemente a dx., si giunge ad un “jazzo” (ricovero per animali), per poi procedere lungo la carrabile, con a dx. l’affascinante veduta sul costone di Casalinuovo.

Trascorsa circa 1 ora e 30 minuti di cammino, si giunge in C.da Pinturi da dove, procedendo in leggera salita, si raggiunge il Puntone Pinturi, con spettacolare veduta, in direzione Sud, sull’abitato di Samo. Si procede in discesa, ammaliati da bellissimi panorami nei quali risalta il magico alternarsi di strette gole e spuntoni di roccia colonizzati da lecci ad essi abbarbicati. Ad un breve tratto in piano segue poi un tratto in discesa, con a sn. un rimboschimento a castagno e di fronte M.te Puntusu. La sterrata serpeggia in discesa fino a raggiungere C.da Pini dove, all’inizio della recinzione, si devia a dx. sulla sterrata che, in discesa e fiancheggiata a dx. dalla pineta, conduce in C.da Latro.

Il sentiero continua agevole, sempre in discesa, tra lecci e corbezzoli; si è in località Graneri , toponimo che richiama alla semina del grano. Giunti ad un bivio, si procede in discesa a sn. fino ad immettersi, dopo 50 m., sulla strada asfaltata dove, continuando in discesa a dx tra la macchia mediterranea, si giunge in prossimità della C.da Pizzica, molto nota per l’omonima sorgente, la cui acqua vanta prodigiosi effetti antipertensivi. Si abbandona poi l’asfalto immettendosi sulla sterrata a dx. che procede in discesa,; dopo 200 m. si svolta a sn., lasciando sulla dx. un rudere sito in C.da Don Leo. Si continua in discesa fino ad abbandonare la sterrata in favore di un esile sentiero lungo circa 100m. che in salita, tra bassi cisti, conduce al Castello dal quale si gode un panorama mozzafiato su Precacore e sulla Vallata della La Verde. Si ritorna sui propri passi per reimmettersi sulla sterrata, ora ridotta ad un agevole sentiero, che procede in discesa a mezzacosta, tra eriche e lecci, con ampia veduta su C.da Ceramidio, fino a giungere a Malupassu. Prestando un po' di attenzione nel procedere sui tratti in acciottolato e nuda roccia, attraversando località Muretteglio, si giunge a Precacore.

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