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La Valle dei fossili

Il percorso naturalistico inizia lasciandosi alle spalle località “Barve” e prosegue verso est, in direzione Torre Cardito. Questo territorio, come dimostrato dagli studiosi, in epoca preistorica era il fondale di acque marine molto più alte di quelle di oggi. A testimoniare ciò vi sono nella zona milioni di fossili marini e frammenti di conchiglie e, oltre a questo, sono presenti cavità naturali scavate nella roccia carsica. Il paesaggio cambia gradatamente e, durante l’escursione, ci affacceremo in una zona più agricola, con campi e frutteti e in lontananza qualche casa.

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8 Settembre 2019

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2019

"LA NATURA NASCOSTA"

Escursione

ITINERARIO NATURALISTICO - PANORAMICO AD ANELLO

RADUNOore 9.30 Quadrivio Zomaro/ Passo del Mercante

Come arrivare: Per chi proviene dalla fascia tirrenica, dall’autostrada A2 uscita Gioia Tauro, proseguire in direzione Cittanova, lungo la SP1 seguire la segnalazione turistica Zomaro fino al quadrivio Passo del Mercante. Dalla jonica: risalire lungo la provinciale che da Locri porta a Gerace, quindi verso Zomaro, Passo del Mercante.

PARTENZA ESCURSIONE: ore 10.00

DIFFICOLTA': E - Escursionisti TEMPO: Ore 5.30

DISLIVELLO: 880 mt s.l.m. - 678 mt s.l.m.

COMUNI INTERESSATI: Mammola - San Giorgio Morgeto    Localita': Contrada Barve

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina è riservata esclusivamente ai soci e deve essere effettuata entro le ore 24 del venerdì antecedente. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione (ospiti) non possono partecipare alle escursioni di tipologia E.E. (Escursionisti esperti). Per tutte le altre tipologia di escursioni si deve esibire la dichiarazione liberatoria. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Direttivo oppure inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

COSA BISOGNA SAPERE - ASPETTI GEOLOGICI

L’escursione nella Valle dei Fossili, splendidamente situata su un promontorio a ridosso del confine dell’Aspromonte settentrionale con le Serre, limite fisico prima ancora che geografico, offre l’opportunità di approfondire tutte le serie dei fenomeni geologici dell’era pliocenica.

E’ proprio qui, ai piani della Limina, lungo il pianoro “da Turri”(come la chiamano i locali) e tra i litorali dello “Stempato”, che le rocce cristalline che costituiscono la cresta in tutto il resto dell’Aspromonte vanno a sostituirsi nella linea di displuvio con sabbie, argille e ciottoli difformi di origine pliocenica in associazioni con ostracioni e detriti di macrofossili.

Questa era geologica ha una parte importantissima nella costituzione del suolo della Calabria meridionale: conglomerati grossolani e sabbie emergono dal mare e montano fino a costituire la linea di displuvio, ai Piani della Limina, tra il golfo di Gioia Tauro e quello di Gerace-Locri-Gioiosa.

 


 DESCRIZIONE SENTIERO

Il percorso, ad anello, parte dalla contrada Fontanelle nel territorio di Mammola e attraverso una fitta vegetazione composta da alberi di platano, leccio e pinus nigra, conduce alla Casa del Principe di Roccella, prima meta del nostro itinerario. Questo esteso territorio apparteneva anticamente al Feudo di Giovanni Battista Carafa Marchese di Casteveltere e Conte di Grotteria, le località che noi visiteremo erano la parte terminale del feudo compreso tra Cinquefrondi e Mammola, una platea del 1534 denomina questo piano: “Plano della Limina di Cinquefrundi”, oggi, questo, segna il confine di Nord/est del Parco nazionale dell’Aspromonte. E’ questo un punto di osservazione particolare, il paesaggio è quanto mai unico: la vista sulla catena montuosa che risale da Gioiosa verso le Serre è ben definita e chiara, Monte Sant’Andrea, in basso, sembra di toccarlo con mano; le piste ed i sentieri che dalla Fiumara Torbido che risalgono verso S. Nicodemo di Kellerana ed il Sentiero dei Greci si sviluppano come un dedalo tra le variegate colline. Il pianoro di Monte S. Elia e Monte Scifa, chiudono il quadro, alla nostra destra, di questo meraviglioso palcoscenico naturale, i colori del mare sullo sfondo arricchiscono questo tratto di natura nascosta.

Dopo una breve pausa, si riprende la sterrata che ci condurrà alla contrada Barvi e da qui, lungo il tracciato che taglia a mezzacosta l’imponente “ Montagna Bianca “, potremo ammirare “I catusi”, grotte scavate nella pietra calcarea, qui, potremo, se fortunati, rinvenire fossili o altri ostracioni. C’è da dire che qui la montagna è in diretto contatto con i graniti che sono ricoperti da sabbioni di epoca quaternaria ed è tutta in via di decomposizione, il periodo pliocenico caratterizza la morfologia di queste contrade. Presto, la Vallata di Torre Carditto e S. Nicodemo, ci accompagnerà verso l’area di Folletti e quindi si raggiungeremo la località di fontane Passerelle. Un altro banco di pietra fossilifera ci verrà offerto dalle suggestive “ Timpe Bianche”, da qui, si avrà modo di osservare dall’alto la caverna del ”Palombaro” e del “Brigante”anticamente adibite a ricovero per “massari” ed animali. Si farà ritorno al punto di partenza attraverso la pineta di località Fossati.

 

 

 

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