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Il Bosco di Rumbica

Luogo di pascoli e di massari, l’ultima selva, è uno dei 17 altipiani che caratterizzano il Parco Nazionale dell’Aspromonte. Il nome è assai antico, probabilmente Osco, e significa “montagna con un solo ingresso”, racchiusa tra timpe e burroni che incombono su Molochio. Qui si conservano essenze botaniche significative: acero montano, abete bianco, castagni secolari, agrifogli maestosi e faggi monumentali, oltre ad erbe, arbusti, felci e alberi di frutti oramai in via di estinzione.

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31 Marzo 2019

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2019

"LA NATURA NASCOSTA"

Il Bosco di Rumbica

ITINERARIO NATURALISTICO - PANORAMICO - STORICO AD ANELLO

RADUNO: ore 9.30 Villaggio Moleti

PARTENZA ESCURSIONE: ore 10.00

DIFFICOLTA': E - Escursionistico  -  TEMPO: Ore 5.30 

DISLIVELLO: 1019 mt s.l.m. - 905 mt s.l.m.

COMUNI INTERESSATI: CIMINA' - MOLOCHIO

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina è riservata esclusivamente ai soci e deve essere effettuata entro le ore 24 del venerdì antecedente. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione (ospiti) non possono partecipare alle escursioni di tipologia E.E. (Escursionisti esperti). Per tutte le altre tipologia di escursioni si deve esibire la dichiarazione liberatoria. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Direttivo oppure inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

COSA BISOGNA SAPERE

Il Bosco di Rumbica, delimitato dal vallone Lo Schiavo da una parte e dal torrente Palata dall’altra e dalla Timpa di Galessia che segna la parte più suggestiva del grande anfiteatro naturale del territorio tirrenico, è posto a ridosso del Passo di Cancello, uno dei valichi più importanti, lo snodo fondamentale che collega a quota 948 m s.l.m. attraverso la Dorsale Aspromontana l’entroterra jonico alla Piana di Gioia Tauro. Rumbica è soprattutto la riserva naturale degli estesi Piani di Moleti, uno dei 17 altipiani che caratterizzano il Parco Nazionale dell’Aspromonte, luogo di pascoli e di massari che qui permanevano durante tutto l’anno evitando la transumanza trasversale. Rumbica, l’ultima selva, il nome è assai antico, probabilmente Osco, e significa montagna con un solo ingresso, racchiusa tra timpe e burroni che incombono su Molochio, qui si conservano essenze botaniche significative: l’acero montano, l’abete bianco, castagni secolari, agrifogli maestosi e faggi monumentali, oltre ad erbe, arbusti, felci e alberi di frutti oramai in via di estinzioni. Una area da conservare e proteggere, le numerose sorgive d’acqua sparse lungo questi pianori completano il quadro dei tanti itinerari tematici che qui si sviluppano.


 DESCRIZIONE SENTIERO

Dall’area di culto, dove convergono le stradine del Villaggio di Moleti, ha inizio la nostra piacevole passeggiata, da qui, seguiremo la pista che presto conduce alla sorgente che seppure conosciuta come “l’Acqua Calda” è invece fredda come il gelo.

Tra la faggeta e la pineta, si prosegue, verso il Laghetto del Buco della Notara da qui si scende verso la fonte del Nessi, l’omonimo torrente fa da spartiacque fino a valle tra l’area del Bosco di Moleti da una parte e le cime di Monte Antoninello dall’altra. Seguendo un breve tratto della strada asfaltata, si risale verso la Fontana di Madama Gigghia e si prosegue nel sottostrada, raggiungendo il Piano Gromolara, che prende il nome dai tanti alberi di questo ricercatissimo melo in via d’estinzione, usato anticamente, ma ancora oggi, da coloro che sanno apprezzare alcune prelibatezze, come addensante nella preparazione delle marmellate.

Ancora una sorgente d’acqua segnerà il nostro percorso: “ a funtana du Medicu”, da qui si supera la strada asfaltata, dirigendosi verso i Piani Vaccarizzio a quota 1023 msl, sarà questo il punto più alto del nostro percorso. Una lieve discesa, tra la meravigliosa faggeta, condurrà ancora ad un’altra sorgiva “ a funtana du Russu” e quindi si intercetterà la pista che proviene da Passo Cancello e conduce a Rumbica.

Alcune alberi di Abete rosso arricchiscono, ulteriormente, la flora di questo tratto d’Aspromonte, in lontananza i “Barracchi di Rumbica” ci introducono nel territorio pastorale di questo pianoro, ma sarà la visita ad un antico frutteto a fornirci l’occasione per una breve pausa e per soffermarsi sulla biodiversità che ha caratterizzato di questi luoghi. Più avanti, invece, si arriva al piazzale di carico dei legni, opera anche questa che completava la filiera della vita in montagna di un tempo oramai passato, oggi, le motoseghe e le ruspe hanno reso veloce ed “industriale” l’antica pratica dei boscaioli.

Il pianoro della Timpa di Galessia, che presto raggiungeremo, sarà il palcoscenico del meraviglioso anfiteatro della Piana di Gioia Tauro che in lontananza abbraccia la Costa Viola, dai Monti dei Piani della Corona e di S. Elia da una parte a quelli di Monte Poro e di Nicotera dall’altra. Il frastuono dei tanti salti d’acqua che precipitano sotto i nostri occhi, coronerà il quadro di questo suggestivo panorama, in lontananza potremo scorgere perfino il terzo salto della cascata Mundu.

Appagati da questo spettacolo naturale si proseguirà costeggiando il crinale seguendo la traccia del passaggio degli animali e nei pressi dell’area dove sono riposte numerose arnie per le api, si riprende la pista principale che in poco tempo, riproponendo il tema delle sorgive di acqua, conduce alla fontana di “ Pruppetta” e poco più avanti a quella della “Caserrmetta”. Ancora un poco di intrattenimento lungo il sito del Villaggio Moleti e si scende verso “ u canalegliu du Jelasi” riattraversando la Provinciale, da dove raggiungeremo il punto di partenza.

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