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La Valle del Sambuco

Bella e incompiuta! Una diga immersa nell’affascinante contesto delle Serre calabresi, una storia travagliata che ha portato l’invaso di Galatro sulle prime pagine dei giornali nazionali per l’assurdità di un’opera faraonica che, dai primi anni ottanta non riesce ancora ad essere completata, rimando praticamente inutilizzata sul pianoro artificiale che sovrasta la piccola cittadina di Galatro. Un’opera pubblica che rappresenta una vera vergogna nazionale e che potrebbe dare acqua ai campi e agli abitanti di tutta la piana di Gioia Tauro.

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17 Marzo 2019

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2019

"LA NATURA NASCOSTA"

La Valle del Sambuco

ITINERARIO NATURALISTICO - PANORAMICO - STORICO AD ANELLO

RADUNOore 09.15: 1° raduno al quadrivio Monte Limina -  ore 09.45: 2° raduno alla Diga del Metramo

Come arrivare: da Galatro:seguire le indicazioni per “Diga Metramo” (Km 11): dal quadrivio Limina: proseguire per Fabrizia, dopo 13 km girare a sx, seguire le indicazioni “bivio Diga Metramo” km 4.

PARTENZA ESCURSIONE: ore 10.00

DIFFICOLTA': E - Escursionistico  -  TEMPO: Ore 6.00

DISLIVELLO: 750 mt s.l.m. - 75 mt s.l.m.

COMUNI INTERESSATI: Giffone - Galatro    LOCALITA': DIGA DEL METRAMO   REFERENTE: Totò Pellegrino

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina è riservata esclusivamente ai soci e deve essere effettuata entro le ore 24 di venerdì. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione (ospiti) non possono partecipare alle escursioni di tipologia E.E. (Escursionisti esperti).  Per tutte le altre tipologie di escursioni si deve esibire la dichiarazione liberatoria. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Presidente o la Vice Presidente (vedi “Contatti”) oppure inviare una e-mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

COSA BISOGNA SAPERE

La diga sul Fiume Metramo sorge nei territori comunali di Galatro e S. Pietro di Caridà in località “Castagnara” ad una quota media di circa 900 mt slm. Immersa nell’affascinante contesto delle Serre calabresi, nella parte più settentrionale della Provincia di Reggio Calabria, è motivo di attrazione e curiosità per esperti e visitatori.

L’idea progettuale nasce nei primi anni ’70 quando l’allora Cassa per il Mezzogiorno pensa di impiantare nella piana di Gioia Tauro il 5° Centro Siderurgico d’Italia. L’opera si realizza negli anni ’80 e successivamente alla crisi del settore siderurgico, viene ipotizzato un eventuale utilizzo agricolo, idrico e idroelettrico per i taurensi.

Nei primi anni ’90 si completano i lavori dell’invaso che, con una capacità di circa 25 milioni di metri cubi, risulta tra i più imponenti e innovativi nel suo genere. Da più di vent’anni sono in fase di stallo i lavori di canalizzazione delle acque, tanto da essere annoverata dalle cronache degli sprechi  tra le “Belle e Incompiute”.

Per nostra fortuna possiamo ammirare ancora il tipico paesaggio pre-aspromontano: affascinante, ricco di vegetazione, facilmente raggiungibile e accogliente. 


 DESCRIZIONE SENTIERO

Il Sentiero della Valle del Sambuco si snoda lungo le vecchie mulattiere dove le faggete regnano sovrane; l’itinerario previsto si svolge in un territorio ricco di acqua, tra la fiumara Metramo e il torrente Eiia.

Ripercorrendo la pista che veniva utilizzata in passato per raggiungere le carbonaie e la legna che i boscaioli accatastavano lungo il percorso prima di trasportarla a valle, l’escursione si presenta facile e agevole.

L'inizio del sentiero si trova all'altezza della Diga del Metramo. Si percorre per circa 15 minuti un tratto di strada asfaltata in discesa in direzione delle vasche, alla sbarra si svolta a sinistra e si imbocca il sentiero che porta verso il crinale della castagnara.

Dopo circa 20 minuti di cammino si raggiunge la base della fiumara Metramo e, da qui, superato il vallone della castagnara–sambuco e seguendo la pista che costeggia la fiumara si arriva dopo circa dieci minuti al costone della Ginata; dopo qualche saliscèndi, si arriva sui piani di Pegadia.

Da qui ci si immette sulla pista di Sant’Elia che tra secolari piante di faggio e abete, sale per circa 1 km fino all’incrocio di Croce di Umbria. Proseguendo sulla pista a destra (dopo 10 minuti di cammino) si raggiunge la vecchia Ferrata; superata la sbarra storta si prosegue costeggiando il torrente Eiiae, e dopo pochi minuti si arriva all’area Pic-nic di Angro-Guccio dove faremo una breve sosta per il pranzo.

Si prosegue in lieve salita per raggiungere dopo 10 minuti il passo Trava, quindi si scende diritto fino a raggiungere il vallone del Sambuco. Costeggiando il vallone si prosegue con qualche passaggio sul corso d’acqua e si arriva al costone del Sambuco. Il percorso presenta una lieve salita e diversi tornanti che ci condurranno poi sulla strada asfaltata; dopo un centinaio di metri e in prossimità di una curva si prosegue in discesa attraversando un bosco di faggio che in pochi minuti ci porterà su una sterrata da dove facilmente raggiungemo il punto di partenza completando così il percorso ad anello.

CONSIGLI UTILI:

Cosa mettiamo nello zaino: (a seconda della stagione e le modalità dell'escursione): berretto di lana o pile, guanti, maglione supplementare, giacca a vento, mantellina, stringhe di ricambio, occhiali da sole, fazzoletti, borraccia, colazione a sacco, sacchetto per rifiuti, cassetta pronto soccorso, coltello.

Cosa lasciare nell'automezzo: Un ricambio completo di vestiario e scarpe.

Come vestirsi: Vestirsi a strati in modo da poter togliere o indossare i vari indumenti a seconda delle condizioni climatiche ricordando che il corpo deve traspirare e che lo strato superficiale deve poter proteggere dal vento e dalla pioggia.

Buone prassi: Durante le escursioni i partecipanti devono attenersi alle disposizioni degli organizzatori, non prendere iniziative personali, comunicare ogni difficoltà ad un membro del consiglio direttivo o alla guida, e collaborare alla buona riuscita dell’uscita. Il direttore dell’uscita cura l'esecuzione dell'escursione, ha facoltà di modificare il programma per sopravvenute necessità, e segnalare al consiglio direttivo eventuali comportamenti scorretti. 


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