I due mari

Domenica attraverseremo un lussureggiante vallone dove la natura risplende in tutta la sua maestosa bellezza.

Si è sempre sostenuto che questa foresta fosse "diversa" dalle altre, forse perché di essa si attraversano lembi selvaggi che probabilmente non hanno mai subito tagli forestali, potendo quindi camminare su un percorso libero.

E’ una località ricca di sorgentiruscelli e torrenti il cui percorso è talvolta tortuoso e accidentato, talvolta calmo e silenzioso. Salendo di quota, è possibile imbattersi nella rovere meridionale che si mescola a pinete maestose e, ancora più in alto, al faggio.

E dalla vetta … panorami sconfinati e la veduta dei due Mari!

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3 Marzo 2019

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2019

"LA NATURA NASCOSTA"

I Due Mari

ITINERARIO NATURALISTICO - PANORAMICO - STORICO AD ANELLO

PER MOTIVI DI SICUREZZA E ORGANIZZATIVI LA PARTECIPAZIONE ALL’ESCURSIONE NON È CONSENTITA AI NON SOCI (OSPITI)

RADUNO: ore 09.30 raduno a Cirella

Come arrivare: da Reggio: superato il centro abitato di Ardore, seguire le indicazioni per Cirella. dalla Jonica: all’entrata di Ardore, seguire le indicazioni per Cirella

PARTENZA ESCURSIONE: ore 10,00 partenza escursione Passo del Lupo

DIFFICOLTA': EE - Percorso per Escursionisti Esperti  -  TEMPO: Ore 6.30

DISLIVELLO: 440 mt s.l.m. - 1.027 mt s.l.m.

COMUNI INTERESSATI: Platì - Ciminà      LOCALITA': CiRELLA   REFERENTE: Totò Pellegrino

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina è riservata esclusivamente ai soci e deve essere effettuata entro le ore 24 del venerdì antecedente. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione (ospiti) non possono partecipare a questa escursione perchè di tipologia E.E. (Escursionisti esperti). Per tutte le altre tipologia di escursioni si deve esibire la dichiarazione liberatoria. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Direttivo oppure inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

COSA BISOGNA SAPERE

L’itinerario è abbastanza impegnativo dato il notevole dislivello, e si snoda in gran parte su vecchie mulattiere (a tratti ridotte fino ad esili sentieri), con infinite svolte lungo assolati pendii. Lo sforzo è ripagato dai maestosi panorami che si godono lungo il sentiero, tra pareti a strapiombo e rigogliosi lecceti che ci accompagnano lungo tutto il percorso; di tanto in tanto tra la vegetazione si aprono finestre naturali che si affacciano su paesaggi straordinari e sulla valle sottostante. Non può mancare uno sguardo alla meravigliosa grande grotta di Nino Martino, incastrata nella roccia di monte Pintacudi. Da monte Caligiuri si potrà godere di ampi panorami che spaziano dalle Rocce Smalidetti alla cascata Malacaccia, ed ingloba Monte Iacono con le sue bellissime pareti rocciose.


 DESCRIZIONE SENTIERO

Partendo dal Passo del Lupo a 440 m. ci si immette sulla traccia del passaggio del Lupo, il viottolo du Sambuco per giungere dopo circa 15 minuti al vallone del Fiasco. Da qui, costeggiando il costone di fronte, si arriva ai terrazzamenti del Sambuco; procedendo in discesa, dopo qualche minuto, si imbocca il sentiero che scende al Torrente Grimiti, costeggiando il quale dopo un centinaio di metri, giungeremo al Piano di Grimiti.

Da questo Piano il sentiero svolta a sinistra e procede costantemente in salita finchè non viene raggiunto un largo dosso alberato di querce, il Serro du Smarraturi.

Agli occhi dell’escursionista si dischiude un panorama straordinariamente suggestivo sia per la conformazione del monte prevalentemente roccioso, sia perché salendo di quota si apre a ventaglio un paesaggio che diventa via via meno aspro, con fitti boschi di faggio che prendono il posto della vegetazione rupicola e ancora più in alto la presenza dei grandi spazi delle cime con i crinali erbosi estremamente panoramici e facili da percorrere.

Nelle zone più riparate la vegetazione presenta caratteri di tipo mediterraneo, mentre nelle zone più esposte predominano elementi floristici continentali; sulle rupi e nei canaloni sono ben evidenti le stazioni rupestri del leccio e lungo i pendii più dolci la presenza di boschi misti.

Dopo circa 1 ora si giunge ai Piani di Macalandrà, da dove si sale lungo la vecchia carrareccia che, con ampi tornati aperti su notevoli paesaggi e con una pendenza ridotta in virtù della quale non vi sono difficoltà nel seguire la traccia. Questo sforzo ci condurrà al punto del Faggio a 1027 metri.

Proseguiremo per un centinaio di metri sulla strada asfaltata che porta “o Laccu della Signorina”. Da qui l’occhio può spaziare in lungo e in largo sulle vallate sottostanti e sui tanti paesi incastonati sui rilievi pre-aspromontani, su torrenti, propaggini degradanti verso il mare, formazioni rocciose dalla forma particolare, e, infine, il mare e la linea dell’orizzonte che attraversa il campo visivo per un’ampiezza così estesa che l’occhio umano non riesce ad inglobare nella sua interezza in un solo sguardo.

Si ritorna sulla strada asfalta e, dopo qualche minuto, giungeremo alla veduta dei Due Mari. Dopo un centinaio di metri, ci si immette in un viottolo creato dal passaggio degli animali e, dopo circa 10 minuti, giungiamo a monte Due Mari. Si scende lungo la vecchia mulattiera della Malacaccia e, dopo pochi minuti, raggiungiamo il punto panoramico che offre un bel colpo d'occhio sulla valle, si potrà ammirare infatti il sottostante canyon e la parte bassa della cascata. Malgrado le modifiche subite nel corso degli anni, il paesaggio della Valle della Ficara Bianca possiede ancora oggi un grande fascino: per la natura selvaggia della gola con le sue pareti rocciose e incombenti a strapiombo e le rupi maestose, offre scenari ed emozioni degne dell’Aspromonte.

Scenderemo poi lungo una stradella ormai divenuta un sentiero, alla sinistra della quale sono visibili le condotte e i casotti in muratura di un acquedotto. Procedendo in discesa e dopo alcuni tornanti, si raggiungerà la parte alta di Monte Iacono da dove, attraverso una breve deviazione a sinistra, giungeremo sul pianoro di San Gianni. Da qui sempre in discesa attraverseremo una fitta macchia di leccio giungendo, dopo alcuni tornati, al punto di partenza.

Gli escursionisti porteranno il pranzo a sacco da consumare durante il percorso.

 


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