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I crinali del Menta

Siamo sotto le vette più alte del nostro Aspromonte con un facile e breve anello,adatto veramente a tutti che si sviluppa sulla strada di servizio della Diga del Menta per circa 10 km. L'itinerario proposto è uno dei più affascinanti e panoramici del programma delle escursioni, poiché segue quasi per intero bellissimi crinali che si affacciano sulla Diga del Menta e il sentiero si sviluppa attraverso boschi verdissimi caratterizzati dalla presenza di numerosi esemplari di faggio ed offre l'occasione unica per qualche piacevole incontro con la ricca fauna dei boschi. La diga è un’imponente opera idraulica avviata molti anni addietro e ancora in fase di realizzazione che dovrebbe risolvere l’annoso problema dell’approvvigionamento idrico per 250.000 persone nella città di Reggio Calabria; ricade nel comune di Roccaforte del Greco e per la sua realizzazione sono stati disboscati 127 ettari di terreno.

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15 Luglio 2018

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2018

"IL PETTINE DELL'ASPROMONTE"

I crinali del Menta

ITINERARIO NATURALISTICO - PANORAMICO - STORICO AD ANELLO

RADUNO: ore 09.45 al bivio di Montalto per la diga del Menta.

PARTENZA ESCURSIONE: ore 10.30

DIFFICOLTA': T - Turistico  -  TEMPO: Ore 5.00

DISLIVELLO: 1420 mt s.l.m. - 1460 mt s.l.m.

COMUNI INTERESSATI: Roccaforte del Greco

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina è riservata esclusivamente ai soci e deve essere effettuata entro le ore 24 del venerdì antecedente. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione (ospiti) non possono partecipare alle escursioni di tipologia E.E. (Escursionisti esperti). Per tutte le altre tipologia di escursioni si deve esibire la dichiarazione liberatoria. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Direttivo oppure inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

COSA BISOGNA SAPERE

La chiamano oro azzurro, probabilmente perché rara e preziosa ma, a differenza dell’oro giallo, assolutamente indispensabile per la vita. Stiamo parlando dell’acqua. La costruzione della Diga sul torrente Menta è un cantiere aperto da troppo tempo.


 DESCRIZIONE SENTIERO

La pista segue le pieghe del terreno e quindi si procede zig-zagando verso l’imponente  sbarramento mantenendoci però sempre in piano. Oltrepassiamo la zona cantiere e quindi giungiamo ai fabbricati ospitanti il personale di controllo della importantissima struttura idraulica. Superati i fabbricati, procediamo sul tratto di strada asfaltata presente sul coronamento del corpo diga. Il colpo d’occhio è notevole sia a monte che a valle della diga e merita qualche attimo di particolare attenzione.

Attraversato il corpo diga giungiamo sull’altra sponda dell’invaso, quella sinistra, denominata “La Placa-Cavaliere”. Il percorso si snoda nuovamente sulla pista circumlacuale senza alti e bassi degni di attenzione. Dopo pochi minuti, si giunge al cantiere in cui sono in corso i lavori per la realizzazione dell’opera di presa dell’acquedotto che rifornirà la città di Reggio Calabria e altri centri abitati dell’area dello stretto. Dopo aver percorso circa 1900 metri dall’inizio del corpo diga, il percorso devia a sinistra, abbandonando anche se per un tratto limitato, la pista principale. Infatti si scende quasi al livello attuale delle acque presenti nell’invaso (che è parecchio inferiore al livello di massimo invaso che è di 1424.50 m.s.l.m. che si raggiungerà solo fra qualche anno). Procediamo quindi lungo questa nuova pista per un breve tratto (circa 20 minuti) per poi risalire sulla pista principale che procede tortuosamente verso la “coda” dell’invaso ovvero il punto in cui il torrente affluente perde la sua individualità per diventare lo specchio d’acqua ormai noto a tutti come “Diga del Menta”. 

Da evidenziare la mutevolezza della forma e dimensione dello specchio d’acqua osservabile lungo il percorso. A volte sembra persino di trovarsi sulle sponde di in un laghetto alpino. Il percorso procede seguendo la tortuosità determinata dalla linea in cui il naturale pendio montano incontra lo specchio d’acqua. Man mano che si procede verso la coda dell’invaso, si sale leggermente di quota. Dopo circa 4000 metri contati dall’inizio del corpo diga, si giunge nel luogo in cui è ancora riconoscibile il principale torrente affluente: il Menta. E’ opportuno però sapere che il tratto terminale del torrente è il frutto della congiunzione, che avviene a circa 100 metri a monte dell’attraversamento, di due separati corsi d’acqua che sono il “Menta” e il “La Placa”.

E’ il caso di far osservare che l’attraversamento avviene su di un rilevato sulla cui sommità è ricavata la sede stradale che permette la continuità della strada circumlacuale. Nello sbarramento è ovviamente realizzato un tombino di adeguate dimensioni necessario per permettere il normale afflusso delle acque trasportate dall’affluente principale sopra descritto. Superato detto attraversamento,  cominciamo a percorrere il tratto di pista ricadente nella contrada “Cacciadiavoli” che ci porterà al punto di partenza. Vale la pena di sottolineare che adesso l’invaso è osservato da monte a valle e che a tratti, è possibile intravedere sullo sfondo, i fabbricati di servizio alla diga. Lo spettacolo che si presenta all’osservatore ad ogni curva, da ogni punto di osservazione, è semplicemente mozzafiato.


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