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I crinali di Malacandrà e Malacaccia

Percorso ad anello divisibile in due segmenti con diverse caratteristiche. Il primo è, in pratica, una salita con quasi 500 m. di dislivello per raggiungere la vetta del monte Due Mari da dove, nei giorni favorevoli, l’orizzonte spazia permettono di godere di un panorama che si estende a 360° con la veduta dei Due Mari. Il crinale fa da spartiacque tra la Fiumara Abbruschiato sulla destra, e la Fiumara Malacaccia sulla sinistra ed offre uno scenario fra i più belli dell’Aspromonte meridionale, immerso nel verde e circondato da torrenti e vette rocciose. Nella seconda parte dell’escursione, rinfrancati dal meritato riposo in vetta,  affronteremo il sentiero di ritorno attraverso il panoramico crinale della Malacaccia, storica mulattiera selciata tra le Rocce Smalidetti e Monte Iacono e tra gli aromi della macchia mediterranea.

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29 Aprile 2018

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2018

"IL PETTINE DELL'ASPROMONTE"

I crinali di Malacandrà e Malacaccia

ITINERARIO NATURALISTICO - PANORAMICO - STORICO AD ANELLO

RADUNO: ore 09.30 a Cirella

Come arrivare: per quelli che vengono da Reggio, superato il centro abitato di Ardore, seguire indicazione Cirella, per quelli che vengono dalla Jonica entrata Ardore seguire indicazione Cirella.

PARTENZA ESCURSIONE: ore 10.00 (Passo del Lupo)

DIFFICOLTA': EE - Escursionisti Esperti  -  TEMPO: Ore 6.30

DISLIVELLO: 440 mt s.l.m. - 1027 mt s.l.m.

COMUNI INTERESSATI: Platì - Ciminà

mappa

<-TRACCIATO

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina è riservata esclusivamente ai soci e deve essere effettuata entro le ore 24 del venerdì antecedente. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione (ospiti) non possono partecipare alle escursioni di tipologia E.E. (Escursionisti esperti). Per tutte le altre tipologia di escursioni si deve esibire la dichiarazione liberatoria. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Direttivo oppure inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

COSA BISOGNA SAPERE

Itinerario abbastanza impegnativo dato il notevole dislivello, che si snoda in gran parte su vecchie mulattiere (a tratti ridotte fino ad esili sentieri), con infinite svolte lungo assolati pendii. Lo sforzo è ripagato dai maestosi panorami che si godono lungo il sentiero, tra pareti a strapiombo e rigogliosi lecceti che ci accompagnano lungo tutto il percorso; di tanto in tanto alcune finestre tra la vegetazione si aprono su paesaggi straordinari e si affacciano sulla valle sottostante. Non può mancare uno sguardo alla meravigliosa grotta grande di Nino Martino, incastrata nella roccia di monte Pintacudi. Da monte Caligiuri si potrà godere di ampi panorami che spaziano dalle Rocce Smalidetti alla cascata Malacaccia, ed ingloba Monte Iacono con le sue bellissime pareti rocciose. Il percorso è lungo, adatto a buoni camminatori, ma privo di difficoltà.


 DESCRIZIONE SENTIERO

Si parte dal Passo del Lupo  a 440 m. ci si immette sulla traccia del passaggio del Lupo, il viottolo du Sambuco e, dopo circa 15 minuti, siamo al vallone del Fiasco; da quì, costeggiando il costone di fronte, si arriva ai terrazzamenti del Sambuco; si procede in discesa e, dopo qualche minuto, si imbocca il sentiero che scende al Torrente Grimiti, costeggiando il quale, dopo un centianaio di metri, si giunge al Piano di Grimiti.

Da questo Piano il sentiero svolta a sinistra e procede costantemente in salita finchè non viene raggiunto un largo dosso alberato di querce, il Serro du Smarraturi.

Agli occhi dell’escursionista si dischiude un panorama straordinariamente suggestivo sia per la conformazione del monte con prevalenza di roccia, sia perché salendo si apre a ventaglio un paesaggio che diventa via via meno aspro man mano che si sale, con fitti boschi di faggio che prendono il posto della vegetazione rupicola e la presenza ancora più in alto dei grandi spazi delle cime con i crinali erbosi estremamente panoramici e facili da percorrere.

La vegetazione presenta dei caratteri di tipo mediterraneo nelle zone più riparate, mentre predominano elementi floristici continentali nelle zone più esposte; sulle rupi e nei canaloni sono ben evidenti le stazioni rupestri del leccio; lungo i pendii più dolci troviamo boschi misti.

Dopo circa 1 ora si giunge ai Piani di Macalandrà, da dove si sale lungo la vecchia carrareccia che, con ampi tornati aperti su notevoli paesaggi e con una pendenza ridotta in virtù della quale non vi sono difficoltà nel seguire la traccia, conduce al punto del Faggio a 1027 metri.

Si prosegue per un centinaio di metri sulla strada asfaltata che porta o Laccu della Signorina. Da qui l’occhio può spaziare in lungo e in largo sulle vallate sottostanti e sui tanti paesi appollaiati sui rilievi pre-aspromontani, su torrenti, propaggini degradanti verso il mare, formazioni rocciose dalla forma particolare, alcune note e altre meno note ma tutte meritevoli di essere viste e, infine, il mare e la linea dell’orizzonte che attraversa il campo visivo per un’ampiezza così estesa che l’occhio umano non riesce ad inglobare nella sua interezza in un solo sguardo.

Si ritorna sulla strada asfalta e, dopo qualche minuto, si giunge alla veduta dei Due Mari; costeggiata la strada asfaltata per un centinaio di metri, ci si immette in un viottolo creato dal passaggio degli animali e, dopo circa 10 minuti, giungiamo a monte Due Mari. Si scende lungo la vecchia mulattiera della Malacaccia e, dopo pochi minuti, raggiungiamo il punto panoramico che offre un bel colpo d'occhio sulla valle; si può ammirare il sottostante canyon e la parte bassa della cascata. Malgrado le modifiche subite nel corso degli anni, il paesaggio della Valle della Ficara Bianca cattura ancora per il suo fascino tutto particolare: la natura selvaggia della gola con le pareti rocciose e incombenti a strapiombo, con rupi maestose, offre scenari ed emozioni degne dell’Aspromonte.

Si scende lungo la stradella ormai divenuta un sentiero, alla sinistra della quale sono visibili le condotte e i casotti in muratura di un acquedotto. Si prosegue quindi in discesa e, dopo alcuni tornanti, si raggiungerà la parte alta di Monte Iacono da dove, attraverso una breve deviazione a sinistra, giungiamo sul pianoro di San Gianni; si scende attraverso una fitta macchia di leccio e, dopo alcuni tornati, giungiamo al punto di partenza.

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