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Il crinale di Pentedattilo

Una splendida escursione ad anello, lungo il crinale situato tra i bastioni rocciosi di Rocca Santa Lena con dietro la compagna Smiroddo e la Rocca Smeraldo che con  la sagoma delle cinque dita della rocca di Pentedattilo costituiscono un insieme di monumenti naturali di rara bellezza. Ai lati le due fiumare Sant'Elia e Annà che abbracciano le colline circostanti, colline brulle, aride per gran parte dell'anno, ma pronte ad esplodere in un fiorire rigoglioso tipicamente mediterraneo con fiori dai mille colori: ginestre, mimose, mandorli, ulivi, rosmarini, agrumi, gelsi e fichi d'India. Questi ultimi sono ovunque, lungo le strade polverose, sui pendii delle colline e anche sui muri delle case abbandonate, mentre lo sguardo si perde a sud sull’Etna innevato; ad est Bova, la capitale dell'area grecanica, e gli spuntoni arenari di Prestarà.

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11 Marzo 2018

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2018

"IL PETTINE DELL'ASPROMONTE"

Il Crinale di Pentedattilo

ITINERARIO NATURALISTICO - PANORAMICO - STORICO AD ANELLO

RADUNO: ore 09.30 ingresso di Pentedattilo

PARTENZA ESCURSIONE: ore 10.00

DIFFICOLTA': E - Escursionistico  -  TEMPO: Ore 5.30

DISLIVELLO: 280 mt s.l.m. - 620 mt s.l.m.

COMUNI INTERESSATI: Melito P.S. - Montebello Jonico

mappa

<-TRACCIATO

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina è riservata esclusivamente ai soci e deve essere effettuata entro le ore 24 del venerdì antecedente. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione (ospiti) non possono partecipare alle escursioni di tipologia E.E. (Escursionisti esperti). Per tutte le altre tipologia di escursioni si deve esibire la dichiarazione liberatoria. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Direttivo oppure inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

COSA BISOGNA SAPERE

Il percorso consentirà di ammirare la bellezza paesaggistica di Pentedattilo in un contesto reso vario, secondo la stagione, da ginestre, mandorli, agrumi e fichi d’india. Qui lo sguardo si perde fino all’Etna fumante, per poi abbracciare la Rocca di Santa Elena e gli spuntoni arenari di Prestarà e tanti altri luoghi frequentati dal monaco bizantino S.Elia il Giovane.
Ai lati le due fiumare Sant'Elia e Annà che abbracciano le colline circostanti, brulle, aride per gran parte dell'anno, ma pronte ad esplodere in un fiorire rigoglioso, tipicamente mediterraneo. Fiori dai mille colori: ginestre, mimose, mandorli, ulivi, rosmarini, agrumi, gelsi e fichi d'India. Questi ultimi sono ovunque, lungo le strade polverose, sui pendii delle colline e anche sui muri delle case abbandonate.


 DESCRIZIONE SENTIERO

Il sentiero inizia in prossimità della strada che sale, costeggiando il vecchio Borgo. Camminando in direzione del Cimitero, si prende la sterrata a sinistra che dopo 10 minuti ci porta alla contrada Santo Antonio. Da qui si prosegue per un centinaio di metri e, al primo incrocio sulla destra, ci si immette sulla pista in discesa chiamata "la sterrata di Antonino". Dopo pochi minuti siamo sul torrente Tabacco, dove si possono ammirare delle enormi piante di aloe. Proseguendo lungo la sterrata che costeggia il torrente, possiamo ammirare le bellissime rocce di Pentedattilo.

Si risale lungo l’alveo del torrente osservando le diverse peculiarità del mutevole paesaggio. Salendo di quota, si passa dalla costa all’alta collina in un susseguirsi di panorami suggestivi dove la vista ci offre frequentemente la visuale della Rocca di Santa Lena. Dopo circa 2 km si lascia il torrente e ci si immette su una sterrata coperta di secolari piante di ulivi. Si sale dolcemente con un susseguirsi di tornanti. Ad ogni tornante ci si trova di fronte alla imponente sagoma della Rocca Santa Lena. Dopo circa 1 ora di salita, si arriva a quota 620 m, sulla pista che scende da Fossato Jonico. Si prosegue in lieve discesa e dopo pochi minuti, avremo la possibiltà di ammirare panorami di incomparabile bellezza: gli enormi monoliti e i bastioni rocciosi, come quelli delle cinque dita della rocca che accoglie Pentedattilo, la gigantesca Rocca di Santa Lena e, un po’ più indietro, la compagna Smiroddo e la Rocca Smeraldo, costituiscono un insieme di monumenti naturali di assoluto valore naturalistico e paesaggistico. Queste formazioni rocciose si stagliano imponenti in una campagna dai toni contrastanti: la dolcezza dei profili delle gobbe collinari con un manto erboso che sembra rasato di fresco, viene interrotta bruscamente dalla mole aspra dei monoliti.

Geologicamente si tratta di rocce conglomerate di origine sedimentaria. Sono inoltre ben visibili delle grosse pietre levigate incastonate nell'arenaria. Il sentiero serpeggia di collina in collina, fra antichi terrazzamenti coltivati a olivo, alcuni dei quali in evidente stato di abbandono a causa delle difficoltà di approvvigionamento idrico. Nel mese di febbraio e marzo è possibile godere delle splendide fioriture di mandorlo. Mentre lo sguardo si perde fino a incontrare a sud l'Etna fumante; a est Bova, capitale dell'area grecanica; a nord la rocca di Santa Lena con la compagna Smiroddo e a ovest gli spuntoni arenari di Eremo di Sant'Elia, monaco bizantino.

Si prosegue per un tratto pianeggiante e, arrivati in contrada S.Antonio, superate alcune abitazioni, ci troviamo di fronte la parete Nord di Pentedattilo. Seguendo un stretto viottolo si imbocca il sentiero segnato che ci porta al centro di Pentedattilo. Le caratteristiche morfologiche della formazione rocciosa ricordano le dita di una mano, da cui l’origine del suo nome. Il paese ivi arroccato rappresenta una tra i più pittoreschi e caratteristici centri della Calabria ed è posto tra la fiumara di Annà e quella di S.Elia. Gli abitanti si sono spostati, per ragioni logistiche e di sicurezza, più a sud, lungo la falda del monte Calvario.

Il vecchio sito è caratterizzato da una struttura religiosa in stile bizantino dedicata ai SS. Apostoli Pietro e Paolo e dai resti dell'imponente maniero degli Alberti, che fu il palcoscenico del sanguinoso evento, nella notte di Pasqua del 1686. Elementi questi che ancor oggi avvolgono il luogo da un fitto alone di mistero e di romanticismo. Di Pentidattilo o Pentedattilo, si hanno notizie sin dal 640 a.C. quando venne fondato dai Calcidesi e da quel periodo divenne un centro alquanto fiorente fino al periodo romano, per poi subire un periodo di decadenza, durante il periodo bizantino, dovuto alle continue incursioni saracene. Dopo una breve visita a ciò che resta dell’antico centro, si  ritorna alle macchine.

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