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Nella mobile geografia dell'Aspromonte una umanità di camminatori spesso si appresta a raggiungere i diversi versanti della Montagna. Accade che l'Aspromonte, questo “spasmo geologico” al centro del Mediterraneo, concepisca lacover 5 breve separazione di tre parti della stessa terra; l'una guarda all'Jonio, l'altra scivola sul Tirreno, un'altra ancora è adagiata sullo Stretto, in quello spazio dove si compose e si istruì l'orma dell'omerica vicenda.

E le linee della Montagna, verticali o orizzontali, per uno strano principio regolatore o attrattore delle cose, come elementi di elaborate circostanze si scambiano e si rimescolano, come a voler creare un proprio equilibrio. Così, per molti che vogliano percorrere e attraversare gli ambienti e i paesaggi dell'Aspromonte è necessario l'atto del varcare, cercare e trovare ciò che completa e rielabora la visione in un'altra immagine speculare.

Sui crinali, le brevi linee su cui si tracciarono antichi sentieri, sicura e vasta è la possibilità degli spostamenti e delle permanenze, che troverebbero la convenienza di due, tre distinti orizzonti su altrettanti mari.

cover 7I crinali d'Aspromonte sono la genesi stessa della intelligenza morfologica della Montagna, da cui si generò la nostra cultura, l'idea di libertà. I popoli che sempre la “abitarono” ebbero cura di intensificare gli scambi e la circolazione proprio sui crinali, e questo ci suggerisce l'occasione di percorrerli ancora. E' per questo che il Parco Nazionale d'Aspromonte sta investendo importanti risorse per il ripristino e la valorizzazione di questa importante infrastruttura.

L'opera intrapresa, le cui ricadute hanno un effetto multifunzionale, consente, tra l'altro, di “cucire” la trama di un territorio in cui l'agricoltura biologica e l'enogastronomia, le emergenze e le testimonianze naturalistiche, paesaggistiche e ambientali rappresentano una autentica possibilità di occupazione per i giovani attraverso il “turismo verde”.

Le evidenze storiche, archeologiche, architettoniche e antropologiche “intercettate” dai crinali, poi, conferiscono alla Montagna una ulteriore occasione per unire la “filiera del territorio” alla cultura dei luoghi. L'Associazione “Gente in Aspromonte”, interpretando da lungo tempo queste convenienze, può dirsi portatrice d'un'opera immensa, in quell'incessante sforzo rivolto al territorio e all'uomo che lo abita.

Abbiamo visto i suoi escursionisti camminare sui crinali, attraversare le pieghe dell'Aspromonte, discendere valli e fiumare, da fianco a fianco, da versante a versante. Noi li ringraziamo per aver promosso il “cammino naturalistico”, in cui il passo del singolo si sovraimpone a quello dei molti.

Perché Gente in Aspromonte” è il segno nuovo di una “umanità altra”, che mentre cammina innalza i più alti e duraturi valori di una comunità che si riconcilia con la sua Montagna.

Giuseppe Bombino

Presidente del Parco Nazionale dell'Aspromonte

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