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Aspro il monte, dolce il cuore

Il nome Calabria in se stesso ha non poco di romantico. Nessun'altra provincia del Regno di Napoli stimola tale interesse o ispira tanto ancor prima di avervi messo piede. Appena il nome è pronunziato, un nuovo mondo si presenta alla nostra mente: torrenti, fortezze, tutta la prodigalità dello scenario di montagna, cave, briganti e cappelli a punta, costumi e caratteri, orrori e magnificenze senza fine.
Eppure questa terra di grandissimo interesse pittorico e poetico ha avuto solo pochi visitatori; meno ancora hanno pubblicato le loro esperienze; i suoi paesaggi, a parte quelli delle strade principali, o vicini ad esse, sono stati raramente riprodotti, almeno dai nostri contemporanei.


E' un passaggio del libro "Diario di un viaggio a piedi - Reggio Calabria e la sua Provincia" nel quale Edward Lear, pittore e scrittore inglese (Highgate 1812 - Sanremo 1888), narrò la traversata a piedi della Calabria effettuata fra il 25 luglio e il 5 settembre 1847 in compagnia dell'amico John Proby, della guida Ciccio e di un asino. Lear potè contare sull'ospitalità della gente delle località incontrate, penetrando così nella maniera più autentica le realtà sociali, economiche e culturali dell'epoca.

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