I luoghi della memoria - Le storie, le persone, i sentieri

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12 Marzo 2017

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2017

"I QUATTRO ELEMENTI DELLA NATURA"

Portella FURCHI' - Portella FICARA

Giornata della Memoria ... per non dimenticare

ITINERARIO NATURALISTICO - PAESAGGISTICO - STORICO AD ANELLO

Un trekking impegnativo e spettacolare, ricco di aspetti naturalistici unici ma anche di notevoli testimonianze storiche con vista dall'alto del vecchio borgo abbandonato dei “Tignanisi” (abitanti di Casalnuovo). Il percorso attraversa a mezzacosta monte Scapparrone che con la sua altezza di oltre 1000 metri e la rigogliosa natura,rappresenta uno dei pochi esempi in Aspromonte in cui una montagna così alta  si trova a pochi chilometri dalla costa, consentendo di ammirare dalla cima tutto il tratto costiero della locride. La presenza di ampi pascoli e segni visibili di antichi terrazzamenti testimoniano inoltre la secolare tradizione della pastorizia di questa zona. Lo spettacolo è veramente suggestivo: sotto di noi si apre lo sbalzo sui monti Jofri, Perre e Puntone Galera, dove si uniscono gli elementi terra e aria.

1° RADUNO: ore 9.30 Campo sportivo Bova sup.

2° RADUNO: ore 10.00 Bivio Campi di Bova

PARTENZA PER PORTELLA FURCHI': ore 10.05

PARTENZA ESCURSIONE: ore 10.30

DIFFICOLTA': E - Escursionistico - TEMPO: Ore 5.00

RIFORNIMENTO ACQUA: SI, a metà percorso

DISLIVELLO: 924 mt s.l.m. - 724 mt s.l.m.

LOCALITA': Portella Furchì - COMUNI INTERESSATI: Bruzzano - Africo

mappa

<-TRACCIATO

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina è riservata esclusivamente ai soci e deve essere effettuata entro le ore 24 del venerdì antecedente. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione (ospiti) non possono partecipare alle escursioni di tipologia E.E. (Escursionisti esperti). Per tutte le altre tipologia di escursioni si deve esibire la dichiarazione liberatoria. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Direttivo oppure inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

COSA BISOGNA SAPERE: Caratteristiche orografiche e ambientali.

Superata la splendida e secolare Bova, capitale dell’area Grecanica, si continua a salire su una strada tortuosa caratterizzata da numerosi tornanti.

Dopo circa 15 minuti di macchina si giunge al “Passu da Zzita”, un orrido e profondo burrone attraversato da una stretta e antica mulattiera che fino agli anni 40 del secolo scorso era l’unica via che collegava gli abitanti di Africo e Casalinuovo con Bova.

Grazie a un ponte in pietra si supera questo leggendario posto e dopo circa tre chilometri si arriva alla vasta e lussureggiante pineta dei Campi di Bova (1.220 di quota). La si attraversa in direzione Monte Scapparrone ammirando i filari di maestosi “Candilisi” (Pioppo Nero) che vegetano lungo i lati della strada. Giunti al bivio per Casalinuovo si gira a sinistra e si segue quest’ultima direzione.

Da qui in avanti la conformazione della montagna cambia radicalmente: La conformazione morfologica, la cucitura, la vegetazione, i colori e i profumi sono completamente diversi. Le pinete, i pioppeti, le abetaie lasciano il posto ai querceti, ai castagneti, ai lecceti e alla macchia mediterranea.


 DESCRIZIONE SENTIERO

Dalla Portella Furchì si imbocca una ampia strada sterrata che fino a pochi anni fa era transitabile. Il percorso si snoda a mezza costa e in leggera discesa, tra perastri, cisti, camacissi, ginestra e una forte macchia mediterranea. Lungo la pista, in diversi punti panoramici, si possono godere vedute straordinarie sulla vallata Torno, modellata, nel tempo, dall’omonimo torrente.

Dopo circa 30 minuti di marcia si incrocia la mulattiera che anticamente era via più vicina tra Casalinuovo, Motticella, Staiti. Si prosegue verso valle che dopo circa 10 minuti si giunge alla Portella Ficara. Da qui si ammira la maestosità del Monte Scapparrone, sentinella silente dell’Aspromonte Locrideo.

Dopo una breve sosta si torna indietro sulla stessa sterrata, per riprendere la mulattiera verso Casalinuovo, il sentiero costeggia il Monte Insitu, in alcuni tratti distrutto, e solo grazie ad alcuni tratti tracciati dagli animali. Si cammina tra vetusti boschi frammisti di quercia, castagno e leccio, dopo circa 30 minuti si giunge a un piccolo pianoro, dai locali detto “Praca”, simile a una terrazza naturale, utilizzato, da tempi lontani, per ubicare gli ovili (Jazzi). Da questo magico posto la vista di cui si può godere su Monte Pioca, Monte Jofri, Monte Perre e, sulla vallata della “Verde”, è veramente eccezionale.

Dopo circa 1 km si procede con prudenza, in quanto la mulattiera, scavata nella roccia, si snoda su strapiombi alla fine di questo incantevole tratto e siamo al Serro Ficara, la mulattiera scompare sotto una frana e prosegue su un viottolo del passaggio degli animali in mezzo alle ginestre che in pochi minuti si raggiunge i Piani di Argara, che fino agli anni 80 erano coltivati a cereali, legumi e ortaggi.

Si lascia la pianura e si continua a camminare sulla cresta di una formazione rocciosa detta “Puntone D’Affaccio”. Che delimita (lato nord) questo territorio. Si riprende la mulattiera e in pochi minuti si raggiunge la fontana “dell’acquedotto” ancora qualche minuto dopo avere superato il ponte ci immettiamo sulla strada che ci porta a Casalinuovo, uno dei tanti paesi fantasma dell’Aspromonte, non per questo privo di fascino e interesse, dove si effettuerà una breve visita dell’antico abitato.

 Proprio nel vecchio e silenzioso borgo di Casalinuovo, quando tutti gli escursionisti saranno arrivati, ci fermeremo per celebrare la Giornata della Memoria, per ricordare i cari amici che oggi non sono più al nostro fianco perché venuti a mancare all’affetto di tutti noi di Gente in Aspromonte. Sarà un momento importante e significativo, perché voluto con forza e passione da tutti i soci.

 Dopo la pausa pranzo, si sale, attraverso le viuzze del paese fino alla strada asfaltata, si continua a salire per circa 2 km e in meno di 30 minuti si arriva al punto di partenza.

Il pranzo sarà consumato al vecchio borgo di Casalnuovo dove ciascun escursionista troverà le proprie vivande trasportate appositamente da una macchina messa a disposizione dall’organizzazione.

 

CENNI STORICI SU CASALNUOVO:

Le note che seguono sono state tratte da un articolo pubblicato su “La Riviera”del 16 dicembre 2012 redatto da Rocco Palamara. Per una lettura più completa ed esaustiva sull’argomento si consiglia di visitare la pagina seguente:

http://www.giuseppemorabito.it/Casalnuovopaeseperduto.html

“Dell’esistenza di Casalnuovo si ha notizia già sin dal XIII secolo, come ci informano le “Disposizioni”di Federico II, emanate a Capua (1220) e riconfermate a Melfi (1231) con le quali si disponeva, tra l’altro, che alla riparazione del Castello di Seminara doveva provvedere anche la popolazione di Bruzzano e dei suoi casali Motticella, San Salvatore (Casalnuovo), Precacore, Ferruzzano.”

“Per Costantino Romeo“una squadra di pastori fondò molti secoli fa vicino ad Africo un paesello di nome Tignano, anzi gli anziani dicevano che combatterono contro gli arabi”. Dal nome Tignano nacque, secondo il Romeo, il termine“tignanisi”, appellativo che ancora oggi si usa ad Africo per indicare gli abitanti provenienti da Casalnuovo. Noi siamo, invece, convinti che Casalnuovo sia nato al tempo delle incursioni saracene e abbia avuto la stessa origine degli altri casali di Bruzzano, quali Motticella, un tempo chiamato Motta Bruzzano, e Ferruzzano, tutti sorti dal tentativo di sfuggire all’incubo rappresentato dai saraceni che, dopo aver invaso le spiagge di Capo Bruzzano, costruirono il proprio accampamento presso Bruzzano.”

“Casalnuovo, come gli altri casali, segue, quindi, le sorti di Bruzzano, centro che ha avuto sempre un’importanza strategica sin dalla metà del secolo XIII, quando era Baronia degli Appard, per passare poi nel corso dei secoli ai Rufo, agli Stayti e ai Carafa, principi di Roccella, che nel 1621 ebbero il titolo di Duchi di Bruzzano, tenendolo fino all’eversione della feudalità, avvenuta nel 1806.”

“Tra il 1545 e il 1565 la terra di Bruzzano è stata oggetto di continui attacchi di saraceni, favoriti dal facile approdo rappresentato da Capo Bruzzano. Anche Casalnuovo ne patì.”

“E’ l’abolizione del regime feudale, avvenuta nel 1806, che porta ad unificare i destini di Africo e Casalnuovo. Infatti, è in questo periodo che il regime napoleonico in Italia si dà nuove regole burocratiche, facendo così nascere i comuni. Casalnuovo viene staccato dalla terra di Bruzzano e aggregato, senza la sua volontà, a partire dal 1815, come frazione al comune di Africo. In verità, c’è un disperato tentativo da parte di Casalnuovo di opporsi a tale decisione, facendo intervenire nel 1830, come ci ricorda A. Oppedisano, il Vescovo di Gerace al fine di far elevare Casalnuovo a comune autonomo: la richiesta non viene, però, accolta perché la popolazione della frazione non superava le 1000 anime, facendolo così rimanere per sempre sottocomune di Africo.”

“Oggi di Casalnuovo, come di Africo, si possono rinvenire solo ruderi, resti di un passato che non può e non deve scomparire. Il nostro è solo l’impegno di chi cerca di recuperare quel ricco patrimonio di valori che ci ha trasmesso questo popolo: lo dobbiamo soprattutto a quanti per questi valori hanno vissuto e combattuto con costanza e amore. Noi ci proviamo, qualcun altro sicuramente ci seguirà!”

Nel corso del tempo

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  • 1999
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