I luoghi della memoria - Le storie, le persone, i sentieri

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22 Maggio 2016

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2016

"RIFUGI E BIVACCHI... UNA PIACEVOLE SOSTA"

RIFUGI E BIVACCHI CANO - AGROMOLARA

ITINERARIO NATURALISTICO - PANORAMICO - STORICO AD ANELLO

Impegnativo percorso che partendo dal rifugio Cano, ubicato nella omonima località, ci porterà, in una natura intatta e splendidi panorami che coinvolgono emotivamente, alla baita della Gromolara. Lungo e faticoso cammino, ideale per scoprire paesaggi incantati: Cime, foreste e valloni caratteristici del territorio aspromontano, ancora poco conosciuti e poco studiati a causa della grande difficoltà di penetrazione, fra alberi secolari, di indubbia spettacolarità, alcuni di essi dalle forme strane, con diametri eccezionali, enormi altezze e chiome singolari a volte malati o segnati dalle avversità del tempo, a ragione definite le "Colonna del Cielo".

s trekkingRADUNO: ore 9.45 bivio di Montalto

2° RADUNO: ore 10.15 piazzale rifugio Cano

PARTENZA ESCURSIONE: ore 10.30

DIFFICOLTA': EE - Escursionisti Esperti  -  TEMPO: Ore 6.30

COMUNI INTERESSATI: San Luca

DISLIVELLO: 1250 slm - 1430 slm

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina è riservata esclusivamente ai soci e deve essere effettuata entro le ore 24 del venerdì antecedente. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione (ospiti) non possono partecipare alle escursioni di tipologia E.E. (Escursionisti esperti). Per tutte le altre tipologia di escursioni si deve esibire la dichiarazione liberatoria. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Direttivo oppure inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

COSA BISOGNA SAPERE

Escursione di crinale e di alta montagna, fortemente remunerativa per i panorami e per la presenza di una vasta estensione di foresta probabilmente mai tagliata, con centinaia di pini larici e roveri di dimensioni gigantesche.Però, attenzione, sono comunque montagne, vere. E per rendersene conto, che sono montagne vere, si può vedere qualche solitario vallone di questo splendido parco, per restare travolti dall'immenso e sempre incredibile fascino della valle infernale.

Complessivamente impegnativo, anche se per la maggior parte sono tratti poco difficili. Meraviglioso e rinomato mezzo anello attorno ad uno dei crinali più spettacolari e famoso del Parco. Il percorso è molto impervio, desolato e solitario. Presenta difficoltà di poco rilievo ma non concede facili scappatoie. Punto panoramico veramente straordinario e impressionante.

Il sentiero è quanto mai vario e sempre panoramico. Il dislivello è molto contenuto, circa 200 metri compresi i vari saliscendi, e la lunghezza poco meno di sei chilometri. Detto così può sembrare ma non è un percorso banale. Assai suggestivo e ricco di sorprese che permetteranno di scoprire, passo dopo passo, le meraviglie di uno splendido parco naturale, in un ambiente di alta montagna che vi farà scoprire un altro angolo dell'Aspromonte. Grandiosi anfiteatri e selvaggi valloni si susseguono lungo il sentiero che porta ad un isolato e splendido alpeggio.

 DESCRIZIONE SENTIERO

Dal casello di Cano si risale lungo la strada asfaltata di provenienza (in direzione del Montalto) per poche centinaia di metri fino ad una curva a destra in salita. Sulla sinistra, un piccolo spiazzo introduce ad una stradina a fondo naturale in leggera discesa che occorre imboccare. La stradina prosegue aggirando alla base l'evidente culmine roccioso di Pietra Mazzulisà (dal greco “pietra miliare”).

Grandi ammassamenti di sassi lungo il cammino, a volte si oltrepassano lunghi ghiaioni e sentieriintagliati in pareti strapiombanti sulle quali, da lontano, è impossibile scorgerne un passaggio. Solitamente gli escursionisti sono entusiasmati per il continuo cangiare di panorami, cieli, atmosfere, venti e brezze, colori e profumi, erbe, arbusti, fiori e minerali, insetti, animali, sorgenti, cascate e ruscelli. 

Tutto ciò fino ad arrivare ai crinali di Acàtti e, sempre lungo il crinale, di Afrèni. Siamo sull’orlo di impressionanti dirupi che sovrastano le gole, osserviamo un gruppo di giganteschi pini larici chiamati “le Colonne del Cielo”e roveri che non hanno uguali, quanto a numero e proporzioni, in tutto il massiccio Aspromontano.

Sono alberi eccezionali, modellati dal vento e da altre avversità, che vivono in equilibrio con l'ambiente aspromontano. Sono alberi secolari, di indubbia spettacolarità, alcuni di essi dalle forme strane, con diametri eccezionali, enormi altezze e chiome singolari, a volte malati o segnati dalle avversità dal tempo.

Questi alberi eccezionali rappresentano imponenti figure provenienti da tempi trascorsi, da antiche stagioni, giunti a noi quali residui delle folti selve del passato, per mostrarci la particolare vitalità, resistenza e longevità: sono le Colonne del Cielo, sono i "PATRIARCHI VEGETALI" di Acatti.

Seguiamo sempre il crinale avendo le due gole (Butramo e Potis) sui lati e panorami sempre più vasti da osservare, ineguagliabile la vista sulla Valle Infernale sul cui fondo scorre un giovane torrente Butramo.

I pini giganti di "Acatti" (dal greco “spina”) e “Afreni”, dal dialetto locale, che potrebbe significare “ebreo” si estendono anche sui fianchi e sui diversi crinali che scendono verso le gole sottostanti. Proseguendo, dopo vari sali scendi, si arriva alle querce giganti meridionali, fra cui spicca la Quercia del Sedile (avente la forma di una sedia).

Notevoli anche le ampie vedute su monte Antenna, lo stupendo vallone Potis, i pianori sulle alture e su Monte Farnia; un'attenzione particolare merita la su citata Valle Infernale, vero scrigno naturalistico che conserva miracolosamente intatta la flora primigenia aspromontana.

Dopo aver visitato, ammirato quanto sopra descritto, ritorniamo al punto di partenza ma non senza qualche puntatina, ora a destra ora a sinistra, del sentiero maestro.

Nel corso del tempo

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