I luoghi della memoria - Le storie, le persone, i sentieri

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21 Febbraio 2016

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2016

"RIFUGI E BIVACCHI... UNA PIACEVOLE SOSTA"

RIFUGI E BIVACCHI DI MONTE VARRARO

ITINERARIO NATURALISTICO - PANORAMICO - STORICO AD ANELLO

Facile anello, lungo semplici strade sterrate e mulattiere. Una località che pur essendo vicina a tanti centri abitati è dai più sconosciuta e sottovalutata. Monte Varraro è un notevole balcone che, per la sua posizione dominante sulle vallate circostanti, offre ai suoi visitatori, panorami mozzafiato. L’altopiano di Varraro è patrimonio di ben quattro comuni ognuno con un suo rifugio: il rifugio Canolo nel comune di Ardore, rifugio Varraro nel comune di Platì, il rifugio GurnaTunda nel comune di Careri e il rifugio Amusa nel comune di Benestare.

s trekkingRADUNO: ore 9.45 presso Ardore Superioreore 10.00 partenza per il bosco di Varraro

PARTENZA ESCURSIONE: ore 10.15

COME ARRIVARE: Dalla SS 106 si risale lungo la provinciale che da Ardore Marina porta a Ardore Sup. Dopo si prosegue verso San Nicola di Ardore seguendo le indicazioni per il Bosco di Varraro.

DIFFICOLTA': E - Escursionistico  -  TEMPO: Ore 5.00

COMUNI INTERESSATI: Ardore, Platì, Careri, Benestare, Bovalino.

mappaDISLIVELLO: 440 slm - 640 slm

TRACCIATO 

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina è riservata esclusivamente ai soci e deve essere effettuata entro le ore 24 del venerdì antecedente. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione (ospiti) non possono partecipare alle escursioni di tipologia E.E. (Escursionisti esperti). Per tutte le altre tipologia di escursioni si deve esibire la dichiarazione liberatoria. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Direttivo oppure inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

COSA BISOGNA SAPERE

Secondo una nota di A. Oppedisano, nel XVI secolo gli abitanti di Bovalino superiore e dei paesi limitrofi per sfuggire al saccheggio, ai rapimenti e alla morte per l’invasione dei territori da parte dei pirati turchi e saraceni, fuggirono a piccoli gruppi dirigendosi verso i boschi inaccessibili della montagna. Alcune famiglie seguirono un monaco carismatico di nome Teodoro, che ha dedicato la propria vita alla contemplazione ascetica ritirandosi in un monastero abbandonato in un luogo impervio e difficilmente raggiungibile in cima a monte Varraro. Il monte è in realtà una collina di appena 640 metri di altitudine massima, ma interamente ricoperto di querce da ghianda, che nascondono completamente alla vista l’antico monastero. Qui riparano alla mala sorte e qui Teodoro si stabilisce definitivamente, fino alla morte, che lo coglie “in odore di santità.


 DESCRIZIONE SENTIERO

Non serve andare lontano o in luoghi inaccessibili per godere delle meraviglie della natura; l’altopiano di Varraro, facilmente raggiungibile dalla frazione San Nicola di Ardore attraverso un percorso costellato di querce secolari, permette di godere di splendide vedute panoramiche a 360° che spaziano dal mare Ionio al massiccio dell’Aspromonte.

Si parte dal crocevia del Bivacco “Canolo” di San Nicola, alla prima curva si gira a destra e ci si immette sulla vecchia mulattiera in pietra che collegava le piccole frazioni della vallata del Cirella con i paesi della Jonica. Si sale e dopo pochi minuti di cammino ci si immergerà gradualmente nell’area più naturalistica e panoramica presente in collina, attraverso sentieri sterrati tra grandi querce e macchia mediterranea.

Dopo circa 10 minuti si fa una piccola deviazione a sinistra e si arriva al Rifugio di Varraro di Benestare; si torna indietro di pochi metri e si raggiunge il crocevia dell’acqua "du Scifo Lauro"; si prosegue in salita seguendo la pista al centro e dopo circa 300 mt e si arriva al "Muro di Porta Farza"; si gira a destra e si prende la vecchia strada della "vallata della Castagnara"; si scende fino al torrente e si segue il comodo sentiero che taglia la fitta boscaglia, proseguendo sulla "Costa Morabito" fino a raggiungere la “presa d’acqua”.

Si prosegue a destra del costone seguendo un viottolo tracciato dal passaggio degli animali. Il panorama si apre sulla fantastica valle tra Cirella e Ciminà e alle spalle si possono ammirare la grande catena delle Rocche dell’Agonia e il simbolico "Tre Pizzi".

Il tracciato inizia a prendere quota, niente di eccezionale, una "salitella" da affrontare con tranquillità e dopo circa 800 metri si sbuca in un primo e breve tratto aperto e pianeggiante: i piani di "Varraro di Donna Rosa". Da qui si gode uno dei più spettacolari panorami a 360° della zona; nelle giornate limpide, dall’ampio e pianeggiante pianoro, si scorgono tutti i principali gruppi montuosi: il Montalto, la Famosa Pietra Cappa e il cucuzzolo del vecchio Paese di Careri (Panduri).

Si procede lungo la pista di cresta che ci porta alla grande frana che nella notte tra il 2 e 3 gennaio 1973, interessò le pendici di Monte Varraro. Il fenomeno coinvolse una massa di diversi milioni di metri cubi e si sviluppò lungo un fronte di 900 m. per una lunghezza di 2 km e nell’arco di un mese e mezzo il corpo franoso distruggerà la frazione Grappidà di Careri, un tratto della SS112 ed il ponte del torrente Giulia e Barruca.

Proseguendo si raggiunge il “puntone dù Previtegliu” dove si trova il Monastero di Santo Teodoro, un importante sito archeologico i cui resti sono ancora ben visibili. Si continua lasciando il castanito dei Santinicolari e immettendosi nel sentiero del costone "du Previtegliu"; dopo pochi minuti si raggiunge il rifugio di Careri di GurnaTunda, si prosegue sulla pista che in pochi minuti raggiunge la Portella di Varraro, un breve tratto in discesa e si arriva al Rifugio di Benestare Amusa. Breve sosta e rifornimento di acqua.

Si riprende la strada asfaltata per un centinaio di metri e si gira a sinistra sulla strada "di Pignataru", dove si possono ammirare le costruzione in Ibussu (Gesso) da cui deriva l’appellativo di Benestare come “Paese du Gesso”.

Seguendo la sterrata dopo 15 minuti si arriva in contrada "du Ibissu Lungo" (Pietre di Gesso Lunghe). Ancora un centinaio di metri e si raggiunge l’incrocio di Barvi. Proseguendo sulla strada a destra dopo 10 minuti si arriva al punto di partenza.


Nel corso del tempo

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