I luoghi della memoria - Le storie, le persone, i sentieri

Domenica 8 Febbraio

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2015

"MULINI - FRANTOI - PALMENTI"

Mulino e Frantoio Museo Camuti

ITINERARIO NATURALISTICO - PAESAGGISTICO AD ANELLO

 

Un percorso sui crinali meridionali dell'Aspromonte, seguendo ora vecchie mulattiere di montagna, ora sentieri di collegamento di povere case disabitate e antiche piste di lavoro. Un territorio un tempo per molte persone al centro della vita e degli interessi, come testimoniano i pendii coltivati ad ulivo ed i resti di numerosi frantoi e mulini, come il frantoio a museo della famiglia Pollifroni. Interessante anche per i grandi scorci panoramici sia sulle parete di Pintacudi e sia sul Tre Pizzi.

 

Raduno: ore 9.30 al cimitero di Ciminà

 

Partenza escursione: ore 10.00

 

Tempo: Ore 5.30 - Dislivello: 180 slm - 670 slm

 

Difficoltà: E Escursionistico - Comuni Interessati: Ciminà

Tracciato

 

Come arrivare: dalla SS 106 per quelli che vengono da Locri entrata Ardore Marina, per quelli che vengono da Reggio uscita Ardore Marina Km 10.

 

L'iscrizione alle escursioni tramite il link presente in questa pagina è riservata esclusivamente ai soci e deve essere effettuata entro le ore 24 del venerdì antecedente. I simpatizzanti e coloro che ancora non sono iscritti all'associazione (ospiti) non possono partecipare alle escursioni di tipologia E.E. (Escursionisti esperti). Per tutte le altre tipologia di escursioni si deve esibire la dichiarazione liberatoria. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Direttivo oppure inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Attenzione ! I sig.ri soci che non hanno ancora versato la quota di iscrizione per l’anno sociale 2015 non possono partecipare alle escursioni, agli eventi e iniziative promosse dall'associazione. Si ricorda che il pagamento può essere effettuato in contanti direttamente ai soci incaricati oppure mediante versamento sul c/c dell’Associazione. Per ogni ulteriore informazione, si prega di contattare il Direttivo oppure inviare una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

CENNI STORICI

Cimina’ è un antico borgo che si trova in un contesto naturalistico di alta valenza ambientale, tanto da essere quasi completamente inserito nel Parco Nazionale dell’Aspromonte. La sua nascita si fa risalire al 1453 ad opera di fuggiaschi Greci ed Albanesi di religione cristiana i quali, scacciati da Costantinopoli da parte dei Turchi, trovarono sicuro rifugio sul declivio del Monte Tre Pizzi, che garantiva loro riparo e protezione in caso di attacchi degli invasori saraceni. Nel 1480 fu possedimento, insieme ad altri centri vicini quali Careri, Bianco, Bovalino, Precacore e Bruzzano, della famiglia Marullo di Messina, un cui componente, Tommaso, ebbe dal re Ferdinando il titolo di Conte di Condojanni. Tra le altre famiglie feudatarie che abitarono a Cimina’ figurano le genovesi Grimaldi e Grillo, trasferite nella locride nel 1500 con l’acquisto del feudo di Gerace, e gli Squarciafico, che acquistarono da Tommaso Marullo la baronia di Precacore e di Sant’Agata. Nel 1811 venne per decreto riconosciuto comune e mantenuto nella giurisdizione di Gerace. Il paese oggi conta 748 abitanti e vanta, oltre ad una natura incontaminata e ad antiche tradizioni, prodotti gastronomici di eccellenza come l’omonimo caciocavallo, presidio slow-food, ed il liquore di cumino. L’origine del nome del paese si fa risalire al greco “kyminà”, ossia luogo dove cresce in abbondanza il cumino, pianta volgarmente chiamata ciminaria, della famiglia delle ombrellifere, i cui semi hanno proprietà mediche e culinarie. Una leggenda narrata dai vecchi di Canolo, collega la fondazione del casale di Cimina’ al nome di uno dei fratelli Mina, profughi della Locride durante le invasioni barbariche del X sec.. Si narra infatti che Carlo Mina avrebbe fondato Canolo, Antonio Antonimia, Francesco “Cicciu” in gergo Cimina’.

DESCRIZIONE SENTIERO

Una volta radunati al cimitero di Cimina’, si prosegue con le macchine fino al bivio per Camuti, quindi si devia a sn. in direzione “Camuti” e si prosegue fino ad arrivare in contrada Gelsi Bianchi dove, lasciate le auto davanti al “Museo olivicolo” (Mulino-Frantoio) Polifroni, ha inizio il percorso escursionistico. L’itinerario ha inizio seguendo la strada asfaltata che procede in leggera salita in direzione “Camuti”, dopo circa 1 Km. si giunge sui piani di “Lacco”; proseguendo, si raggiunge un poggio panoramico con vista sul centro abitato di Cirella di Platì e, sullo sfondo, il massiccio del Monte Scorda. Si continua salendo a dx lungo un viottolo che interseca una stradella vicinale in cemento, la quale porta ad un caseggiato adibito a deposito attrezzi agricoli; poi, si procede in salita per un centinaio di metri fino ad arrivare alla masseria “Massaru Roccu”.

Si continua in salita e, dopo qualche minuto, si giunge ad una sterrata che porta in direzione “Carrusu”; si svolta poi a dx, proseguendo tra ulivi e macchia mediterranea per circa 300 m., fino ad arrivare al poggio di “C.da Gromulara”, dal quale si può ammirare il Tre Pizzi dal lato Nord e la parte alta dell’abitato di Cimina’. Si prosegue fino a giungere ad un bivio dove bisogna girare a dx, salendo fino alla C.da Ocretta (Masseria Varacalli).

Salendo a dx, si prosegue fino alla C.da Carruso (percorsi 8,5 Km.), dove, giunti sul pianoro “Naca du Carrusu”, al bivio si svolta a sn.. Proseguendo in discesa, dopo circa 200m. si giunge a “Serru du Spuntuni” e, svoltando a sn., si scende fino a giungere ad un poggio dominante dal quale lo sguardo può spaziare a dx su M. Scorda, abitato di Cirella, M. Pinticudi, M. Jacono, Rocce degli Smalidetti e la Vallata di Crasto, di fronte l’altopiano di Varraro, a sn. la vallata della fiumara Gelsi Bianchi.

Proseguendo lungo la sterrata, si arriva in C.da “Terrazzamenti del Vecchio” dove, al traliccio ENEL, si svolta a sn. e si procede in discesa lungo un antico selciato che conduce ad una casa colonica per poi innestarsi ad una stradella in cemento che porta alla masseria di C.da “Pietra Pizzuta”. Continuando su una strada asfaltata per circa 500m., si incontra un bivio dove si svolta a dx. immettendosi in un viottolo che procede tra gli ulivi fino ad intersecare la strada asfaltata (cancello a sn.) che ci riporterà al punto di partenza..

Nel corso del tempo

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