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Cosa bisogna sapere

Nella scheda relativa alla prossima escursione è possibile acquisire maggiori informazioni e dettagli sul percorso da affrontare, al fine di verificare la presenza di eventuali difficoltà e valutare attentamente la propria partecipazione.

Si raccomanda di effettuare la prenotazione con il dovuto anticipo, valutando la propria partecipazione sulla base della descrizione e del grado di difficoltà.

T - Turistico

Facile - Si cammina su strada sterrata o su un sentiero facile, senza problemi di orientamento.

Occorre una minima preparazione fisica e gli scarponcini adatti.

E - Escursionistico

Media difficoltà

Percorso su sentieri e mulattiere o per tracce evidenti su pietraie o pascoli. Non sempre ben segnato. Brevi e facili passaggi in roccia, non esposti o protetti.

Occorre capacità di orientamento, conoscenza della montagna e allenamento fisico.

E.E. - Escursionisti Esperti

Difficile - Escursione su terreno vario e particolare: pietraie, nevai, passaggi in zone impervie o scivolose. Tratti di roccia difficile.

Occorre buona conoscenza della montagna, adeguata preparazione fisica, notevole capacità di orientamento, scarponi più rigidi e pesanti. Sconsigliato a chi soffre di vertigini.

Abbigliamento durante le escursioni

Vestirsi a strati, pensando al peggio. Un corretto e adeguato abbigliamento è fondamentale in montagna, non tanto quando il tempo è bello, ma quando, più o meno improvvisamente, volge al brutto. Non è retorico dire che, in condizioni estreme, un adeguato abbigliamento può salvare la vita.
Concettualmente, durante un'escursione ci si deve vestire a strati, peraltro come negli altri sport all'aria aperta, considerando tre livelli di protezione:

  • Strato di protezione: è il più esterno, destinato a proteggere dagli agenti atmosferici; deve quindi essere impermeabile, antivento e traspirante.
  • Strato calore: svolge il compito di regolare la temperatura corporea, mettendo o togliendo indumenti a seconda delle necessita.
  • Strato comfort: sono gli indumenti a diretto contatto con la pelle, che devono assorbire e allontanare il sudore, mantenendo la pelle il più possibile asciutta.

Cosa mettere nello zaino:

  • Giacca a vento leggera o Kway
  • Felpa con cappuccio o Pile leggero
  • Cappello con falda
  • Mantellina antipioggia
  • Borraccia
  • Colazione al sacco
  • Indumenti di ricambio
  • Occhiali da sole
  • Coltello multiuso e fischietto
  • Bussola e altimetro
  • Carta topografica della zona
  • Torcia elettrica e fiammiferi
  • Kit di pronto soccorso
  • Quaderno con penna
  • Sacchetto per rifiuti
  • Circa 4 mt. di cordino da 10 mm
  • Crema solare protettiva

Alcune importanti norme di comportamento durante le escursioni:

1. Programmare l'escursione. Prima di partire, occorre programmare nel dettaglio la gita, sulla carta topografica e sulla guida, cercando di immaginarsi già il terreno e le eventuali difficoltà. Occorre cioè sapere con esattezza, per quanto banale possa apparire, dove si vuole andare.

2. Non partire mai da soli. Questa è la prima, intuitiva regola di sicurezza, anche se, a volte, un'escursione in solitaria può essere "cercata", come pure potrebbe derivare dalle circostanze. Comunque sia, si deve sempre segnalare la destinazione programmata ad altre persone, avendo ovviamente cura di non cambiare itinerario all'ultimo momento (eventualmente, fornire due possibili percorsi alternativi).

3. Curare l'equipaggiamento. In montagna, inutile dirlo, occorre andarci ben equipaggiati, sia per ciò che riguarda l'abbigliamento, sia per i materiali tecnici (piccozza, ramponi, scarponi adeguati…). Come principio generale, è bene portare più del necessario e magari non usarlo, piuttosto che meno e averne bisogno. Si potrebbe usare questo criterio: equipaggiarsi come se le difficoltà tecniche fossero il doppio di quelle ragionevolmente prevedibili. In questo modo lo zaino risulterà piuttosto pesante, è vero, come pure si porterà tutto questo equipaggiamento per trenta volte senza usarlo, ma la trentunesima volta, quando lo si userà, non sarà mai benedetto a sufficienza. E, senza retorica, potrebbe salvare da guai molto, molto seri.

4. Valutare le condizioni meteorologiche. Il tempo, in montagna, può fare la differenza tra una gita da favola e un'escursione da incubo. Occorre quindi ascoltare con attenzione i bollettini meteorologici, ormai sempre più precisi, e valutare, anche durante la gita, le effettive condizioni e l'evoluzione del tempo.

5. Valutare i rischi. Nel corso dell'escursione, occorre valutare i rischi presenti, specie in rapporto alle nostre capacità e a quelle dei nostri compagni. Attenzione, in particolare, ai percorsi protesi sul vuoto, ai passaggi di nevai, alle rocce facili da scalare ma difficili in discesa, alle ripide scorciatoie, e molto altro ancora.

6. Non sovrastimare le proprie capacità. Occorre, con onestà, tenere ben presente i propri limiti e quelli dei compagni di gita. Ricordare che, oltre ai limiti fisici, esistono i limiti psicologici: un percorso facile per qualcuno potrebbe risultare difficilissimo per altri, magari anche solo per l'esposizione, o per una scarsa attitudine a camminare su terreno friabile.

7. Sapere dove si è e dove si sta andando, in una parola: non perdersi. Per quanto molti sentieri siano segnalati, è bene non farci troppo affidamento. Occorre quindi disporre di una buona carta topografica, bussola e altimetro, in modo da sapere, sempre e in ogni momento, dove si è e dove si sta andando. In casi dubbi, o peggio con nebbia, non esitare a tornare indietro.

8. Curare l'alimentazione. Una lunga escursione è faticosa, per giunta in un ambiente per certi versi ostile all'organismo umano. E' quindi importante soprattutto bere con regolarità, ma anche compiere brevi e regolari spuntini energetici e di facile digeribilità, ad esempio con frutti secchi, mele, formaggio, cioccolato…

9. Non confidare troppo nel telefono cellulare. Per molti, è diventato una sorta di amuleto: "Tanto, se capita qualcosa, chiamo il Soccorso Alpino con il telefonino". A prescindere da ogni considerazione di carattere etico e morale, il cellulare potrebbe non funzionare proprio quando se ne avrebbe più bisogno: il segnale potrebbe essere schermato da uno sperone roccioso, una valle incassata potrebbe non essere "coperta", il freddo potrebbe mettere fuori uso le batterie, una caduta potrebbe rompere il telefono… Si consiglia quindi di comportasi come se il telefono cellulare non esistesse, e di contare solo sulle proprie forze, senza commettere imprudenze o rischiare più del dovuto. Se poi, in caso di necessità, si potranno contattare i soccorsi con il telefonino, sarà tutto di guadagnato.

10. In caso di incidente, prima di tutto mantenere la calma. Prima di tutto, mantenere la calma e calmare il ferito, valutando le sue condizioni e cercando di mantenerlo al caldo. Se possibile, non lasciarlo solo. Se il telefonino funziona e "prende" il segnale, contattare il Soccorso Alpino, fornendo, con calma, tutte le indicazioni utili a rintracciare il luogo dove ci si trova. Se il telefonino non è utilizzabile, il componente più esperto e allenato del gruppo deve scendere a valle, in modo da allertare i soccorsi, non senza aver prima ben memorizzato il luogo dove si trova il ferito.

11. Rispettare la montagna. In montagna siamo solo ospiti. Comportiamoci quindi come tali, lasciando la montagna come era e, soprattutto, come vorremmo trovarla, senza sporcare, rovinare, abbandonare rifiuti di qualsiasi tipo. Rispettare quindi la fauna e la flora. In una frase: "Non lasciamo tracce del nostro passaggio".

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